La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di amministrazione giudiziaria nei confronti di sei imprese con sedi in Calabria e nel Lazio, ritenute a rischio di infiltrazione mafiosa. Le società, attive nei settori dell’edilizia e del mercato immobiliare per un valore complessivo stimato in oltre 10 milioni di euro, farebbero capo a un imprenditore considerato contiguo alla criminalità organizzata.
Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria al termine di un’articolata indagine patrimoniale coordinata dalla Procura reggina e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. Le risultanze investigative – supportate anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni – avrebbero evidenziato rapporti stabili tra l’imprenditore e una cosca operante nel territorio reggino.
Secondo quanto ricostruito, pur essendo stato vittima di estorsioni, l’imprenditore avrebbe beneficiato della protezione del sodalizio criminale, offrendo in cambio disponibilità e informazioni utili al mantenimento dell’organizzazione. Il Tribunale ha ritenuto sussistente il pericolo di infiltrazione mafiosa nelle attività economiche riconducibili al proposto, disponendo l’amministrazione giudiziaria con l’obiettivo di bonificare e reinserire le imprese nel circuito dell’economia legale.
Il provvedimento, firmato dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli, mira a salvaguardare la legalità delle attività economiche, bilanciando la libertà d’impresa con la necessità di contrastare l’influenza della criminalità organizzata.
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