Autismo, percorsi concreti e lavoro: il progetto regionale da 1,6 milioni mostra risultati

La Regione Calabria ha presentato i risultati di “Passi in avanti”, intervento dedicato a giovani e adulti con disturbi del neurosviluppo e finanziato con 1,6 milioni di euro. L’incontro si è svolto nel corso di una conferenza stampa alla presenza del presidente Roberto Occhiuto, dell’assessore alle Politiche sociali Pasqualina Straface e dei rappresentanti del terzo settore.

«Sulla disabilità e sui disturbi dello spettro autistico stiamo facendo progressi, ma non sono ancora sufficienti rispetto ai bisogni delle famiglie», ha dichiarato Occhiuto, sottolineando la necessità di rafforzare i progetti di vita e di renderli più rapidi e aderenti alle esigenze quotidiane. «Abbiamo destinato risorse importanti e ne metteremo altre, perché queste esperienze dimostrano che è possibile creare occasioni reali di autonomia e occupazione».

Il programma, inserito nel progetto “Meglio accogliere, accogliere meglio”, ha coinvolto 45 persone nelle province di Cosenza e Crotone, attraverso i centri polivalenti territoriali. Le attività hanno favorito percorsi comuni tra diverse tipologie di disabilità, puntando sull’integrazione e sulla valorizzazione delle capacità individuali.

«I dati dimostrano che inclusione sociale, autonomia e inserimento professionale sono obiettivi raggiungibili», ha spiegato l’assessore Straface. «Occorre superare una visione assistenziale e accompagnare le persone con strumenti adeguati, mettendole al centro di un percorso di crescita».

Nel complesso sono state realizzate oltre 7.100 ore di laboratori e formazione. Diciotto partecipanti hanno avviato esperienze professionalizzanti nei settori della ristorazione, dell’agricoltura e dell’informatica, con il conseguimento anche di certificazioni riconosciute. I risultati occupazionali parlano di un’assunzione stabile, sei tirocini conclusi positivamente e altri percorsi ancora in corso.

«Il lavoro svolto ha prodotto effetti concreti», ha affermato Adriana De Luca, presidente dell’associazione “Gli altri siamo noi”. «Il traguardo più importante è stato l’inserimento a tempo indeterminato di una giovane al termine del tirocinio, segnale che questi percorsi possono diventare opportunità reali e durature».

Accanto all’ambito lavorativo, il progetto ha previsto attività formative, socioculturali e di supporto alle famiglie, con l’obiettivo di ridurre l’isolamento e rafforzare la partecipazione alla vita della comunità. Un modello che punta sulla rete territoriale e sulla continuità degli interventi lungo tutto l’arco della vita.

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