Un’altra auto in fiamme. Ancora un episodio inquietante nel cuore urbano di Rossano, questa volta in una traversa di viale Michelangelo, dove nelle ultime ore un’autovettura è stata distrutta dal fuoco durante la notte. Un fatto che riaccende l’attenzione su una lunga scia di incendi e danneggiamenti che negli ultimi mesi continua a interessare il territorio di Corigliano Rossano.
Secondo quanto emerso, la proprietaria del veicolo avrebbe già subito in passato altri episodi intimidatori, tra cui il taglio degli pneumatici. Circostanze che inevitabilmente alimentano interrogativi e preoccupazione in città.
Ma attorno all’ennesimo caso si aggiunge anche un altro elemento che inizia a pesare sempre di più: la difficoltà nel reperire informazioni su episodi di cronaca che avvengono sul territorio. Una situazione che, da tempo, viene percepita da molti cittadini come una sorta di limitazione nella diffusione delle notizie. Episodi che spesso circolano solo attraverso racconti informali, social network o passaparola, senza una ricostruzione chiara e pubblica dei fatti.
Ed è proprio sui social che, nelle ore successive all’incendio, è arrivato lo sfogo duro di un giovane del territorio, amico della proprietaria dell’auto distrutta. Un post lungo, amaro, carico di rabbia e delusione verso una realtà che definisce «una cloaca di paese», parlando apertamente di invidia sociale, cattiveria e mentalità chiusa.
Nel messaggio, il ragazzo descrive la vittima come una persona impegnata nel lavoro e nel tentativo di costruire qualcosa nella propria terra. Poi punta il dito contro chi, invece di sostenere chi resta e investe sul territorio, finirebbe per ostacolarlo. «Continuate così — scrive — continuate ad annichilirci fino a far scappare noi pochi stronzi che abbiamo deciso di provarci».
Parole forti, che fotografano un disagio più ampio. Un malessere che va oltre il singolo episodio e che tocca il rapporto complicato tra giovani, lavoro, prospettive e senso di comunità.
L’incendio dell’auto, intanto, resta un fatto grave sul quale sarà necessario fare piena chiarezza. Ma insieme alla cronaca emerge anche un’altra questione: il bisogno di trasparenza, informazioni e attenzione pubblica su episodi che rischiano di diventare normalità nel silenzio generale.
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