Una lettera intensa e profondamente emozionante, che restituisce intatta la forza di una resistenza civile portata avanti con coraggio in questi quindici anni.
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Il valore della memoria e della coerenza: Dalla storica mobilitazione per l’occupazione dell’ospedale Vittorio Cosentino nel 2021 fino al grido lanciato dal palco dell’Unipol Arena di Bologna nel 2023, la solidarietà di Waters non è mai stata una semplice presa di posizione di facciata, ma un atto di militanza culturale concreta.
Il potere dell’arte: Citare il documentario C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando e il lavoro di Federico, Mirko e Alessandro sottolinea come il cinema e la narrazione dal basso siano strumenti vitali per sottrarre le periferie all’isolamento e restituire dignità alle comunità.
La resistenza quotidiana: La lettera fotografa con lucidità lo stato della sanità pubblica nelle aree interne, schiacciata tra logiche di profitto e promesse mancate, ricordando però che la vera rivoluzione sta nel rifiuto di piegarsi a dinamiche opache.
Questo testo racchiude non solo gli auguri di buon compleanno a un amico della Calabria, ma un manifesto di speranza controvento, la prova che quando una comunità alza la testa e trova alleati sinceri, la sua voce arriva ovunque.
Queste le parole della lettera:
“Caro Roger, come stai?
Ti scriviamo da questo piccolo angolo di Calabria dove, da più di quindici anni, continuiamo a tenere accesa una luce.
Siamo ormai il movimento più longevo del territorio.
Il tempo passa anche da qui, eppure siamo ancora presenti e attivi.
Nel 2021, quando sei venuto a sapere dell’occupazione dell’ospedale di Cariati, hai registrato un video che resterà per sempre nella nostra memoria e nella storia di questi luoghi e non solo:
“Aprite l’ospedale di Cariati subito!”.
In italiano, con la tua voce, con la tua faccia. Hai portato la nostra storia nel mondo.
Poi sono arrivate le videochiamate, gli incoraggiamenti, la forza che ci hai dato.
E il 21 aprile 2023, all’Unipol Arena di Bologna, il tuo grido davanti a decine di migliaia di persone: “Fuck nuclear weapons, we need money for hospitals in Calabria!”.
Dopo il concerto, il nostro abbraccio.
Hai detto che un giorno vorresti prendere l’automobile, venire a Cariati e stappare una bottiglia di vino con noi.
E grazie al film C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando, alle capacità e all’amore per la vita di Federico, Mirko e Alessandro, questa vicenda è arrivata ovunque.
Ti ringraziamo per il tuo impegno instancabile contro la guerra, per la tua voce che continua a denunciare ingiustizie, per i tuoi lavori recenti che ricordano al mondo che la pace è un dovere.
In questi anni abbiamo conosciuto persone che ci hanno sostenuto in Calabria, in Italia e nel mondo. E persone che hanno provato a sfruttare il momento.
Fa parte della lotta.
Ovunque andiamo, diventiamo rossi: Cariati è come un simbolo più grande di noi, al di là delle nostre poche capacità.
Oggi, mentre gli ospedali pubblici e l’intera sanità pubblica si spengono, mentre il diritto alla cura è schiacciato sempre più dalle logiche di profitto, a Cariati, dopo il buio totale, qualche lucina in più si vede: posti di lavoro, investimenti, servizi in più.
Non c’è nulla che ci permetta di dire che è tutto risolto ma si continua a camminare verso un orizzonte, controvento, mentre il mondo spinge nella direzione opposta.
Se ci fossero istituzioni degne, intelligenti e furbe, ti avrebbero già invitato da tempo.
Ma qui abbiamo il peggio e la vera rivoluzione inizia nel non diventare e nel non voler diventare come loro.
Speriamo di incontrarci di nuovo, Roger.
Noi ti seguiamo, ti ascoltiamo, e continuiamo a camminare anche grazie alla tua voce.
Ti abbracciamo.
Con amore.
Buon Compleanno.”
(the Cariati kids)






