La Calabria registra alcune delle retribuzioni più basse d’Italia. A Vibo Valentia la media annua lorda si ferma a 13.885 euro, il valore minimo rilevato a livello nazionale. Anche Cosenza, con 15.263 euro, si colloca nelle ultime posizioni, mentre a Reggio Calabria la retribuzione media supera di poco i 17 mila euro.
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Tra le regioni guida la Lombardia, con una retribuzione media annua lorda di 30.384 euro. Seguono Emilia-Romagna con 26.377 euro, Piemonte con 26.249, Veneto con 25.370 e Trentino-Alto Adige con 25.244 euro.
Il divario riguarda anche il numero delle giornate retribuite. Nel 2024 in Italia si è lavorato mediamente per 246,5 giorni. Al Nord la media è stata di 255 giornate, contro le 228 del Mezzogiorno: 27 giorni di differenza, equivalenti a quasi un mese di lavoro in più.
La distanza si riflette sulla paga media giornaliera, pari a 108 euro al Nord e a 80 euro al Sud, con uno scarto del 36 per cento a favore dei lavoratori settentrionali. Anche la produttività nelle regioni del Nord è risultata superiore del 36 per cento rispetto a quella del Mezzogiorno.
A livello provinciale, Lecco presenta il numero medio più alto di giornate retribuite, con 265,4 giorni. Seguono Biella con 263,9, Vicenza con 263,4, Monza-Brianza con 263,3 e Lodi con 262,8. In fondo alla graduatoria figurano Rimini con 212 giorni, Nuoro con 205 e Vibo Valentia con appena 195.
Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio ed Emilia-Romagna occupano invece le prime cinque posizioni nazionali per produttività.






