La Calabria potrebbe perdere più di un terzo della sua popolazione nei prossimi 55 anni. Secondo le previsioni demografiche dell’Istat, i residenti passerebbero da 1.834.646 nel 2025 a 1.172.956 nel 2080, con una diminuzione di 661.690 persone, pari al 36,1%.
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Alla riduzione dei residenti si accompagnerà un progressivo invecchiamento. La quota delle persone con almeno 65 anni, oggi pari al 24,5%, potrebbe raggiungere il 27,5% nel 2030, il 32,8% nel 2040 e il 35,7% nel 2050, fino ad arrivare a circa il 38% nel 2080.
Diminuiranno anche gli abitanti in età lavorativa, compresi tra 15 e 64 anni. Dai circa 1,16 milioni del 2025 si passerebbe a 615mila nel 2080, con una perdita vicina al 47%. Nello stesso periodo il loro peso sulla popolazione regionale scenderebbe dal 63,1% al 52,4%.
La contrazione interesserà anche bambini e ragazzi fino a 14 anni. Il loro numero potrebbe ridursi da 228mila a circa 111mila, oltre il 51% in meno. Nel 2080 rappresenterebbero il 9,5% della popolazione calabrese.
Alla base della flessione c’è soprattutto il saldo naturale negativo, determinato da un numero di decessi superiore a quello delle nascite. Nel 2025 sono previste circa 20mila morti e 11.800 nascite. Il divario dovrebbe ampliarsi nei decenni successivi.
Il contributo positivo dell’immigrazione non sarebbe sufficiente a compensare la diminuzione naturale. Le partenze dei residenti calabresi verso altre regioni continuerebbero inoltre a incidere sull’andamento demografico, nonostante un saldo favorevole con l’estero.






