Sanità pubblica, 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure

La spesa sanitaria pubblica italiana continua a diminuire rispetto al prodotto interno lordo. Nel 2024 si è fermata al 6,2% del Pil, contro il 6,3% dell’anno precedente, collocando l’Italia all’ultimo posto tra i Paesi del G7.

I dati emergono da un’analisi della Fondazione Gimbe realizzata in vista del confronto sulla Legge di Bilancio 2027. Secondo il rapporto, il divario con gli altri Paesi europei ammonta a decine di miliardi di euro e riflette anni di finanziamenti insufficienti.

La spesa sanitaria pubblica pro capite è pari a 3.632 dollari: 909 dollari in meno rispetto alla media europea e 1.013 in meno rispetto alla media dei Paesi dell’Unione europea considerati dall’analisi.

Le difficoltà economiche delle famiglie incidono sull’accesso ai servizi. Nel 2024 circa 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite specialistiche o accertamenti diagnostici, soprattutto per ragioni finanziarie.

La Fondazione Gimbe segnala inoltre un progressivo indebolimento del Servizio sanitario nazionale e chiede maggiori risorse. Dal Governo è arrivata la rassicurazione che il Fondo sanitario continuerà ad aumentare: secondo il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, negli ultimi tre anni gli stanziamenti sono cresciuti di 18 miliardi di euro, con altri 5 miliardi previsti per l’anno in corso.

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