Il consigliere regionale Ferdinando Laghi interviene dopo la denuncia della Fillea Cgil su presunte violazioni dell’ordinanza regionale contro il caldo nei cantieri calabresi.
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“Con queste temperature si rischia la vita”
Laghi, anche nella sua veste di medico, ricorda che lavorare all’aperto nelle ore più calde, con temperature oltre i 35 gradi e forte umidità, può provocare colpi di calore, problemi cardiovascolari, perdita di lucidità e incidenti sul lavoro.
L’ordinanza regionale, in vigore dal 10 giugno, vieta il lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata, tra le 12.30 e le 16, quando il sistema Worklimate segnala un rischio alto per chi svolge attività fisica intensa sotto il sole.
Appello a imprese e organi di controllo
Il consigliere regionale chiede alle imprese e ai datori di lavoro di rispettare pienamente le regole previste per tutelare i lavoratori.
Allo stesso tempo, sollecita controlli più severi in tutta la Calabria, soprattutto nei settori più esposti come agricoltura e cantieri, e chiede sanzioni esemplari per chi non rispetta l’ordinanza.
Per Laghi, far applicare queste misure nelle settimane di caldo intenso significa prevenire nuove tragedie. «Non possono esserci ritardi né distrazioni», conclude.






