Dura presa di posizione del presidente regionale CSAIn Calabria, Amedeo Di Tillo, sulla tavola rotonda della CGIL: “Discutere di centri estivi il 21 luglio significa arrivare quando l’estate è già trascorsa tra difficoltà e rinunce”.
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La critica sulle tempistiche: “Si discute a estate già iniziata”
Commentando la tavola rotonda promossa dalla CGIL, Di Tillo ha evidenziato come affrontare il problema il 21 luglio significhi agire fuori tempo massimo: «Discutere di centri estivi il 21 luglio significa arrivare quando, per tante famiglie, l’estate è già trascorsa tra difficoltà, rinunce ed esclusioni. È un po’ come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati». Un appello analogo era stato lanciato già settimane prima dallo stesso ente, con la denuncia pubblica della totale assenza di adeguati sostegni per consentire ai minori con disabilità di frequentare i campi estivi.
Le responsabilità di Comuni e Regione
Nel mirino finiscono i tempi della programmazione amministrativa. Il presidente regionale del CSAIn si interroga sulla reale utilità di allargare il confronto ad amministratori e consiglieri comunali a stagione già avviata, rimarcando che la pianificazione avrebbe dovuto concretizzarsi in anticipo per reperire risorse e organizzare i servizi di assistenza necessari.
Viene ribadito con forza che l’inclusione non può ridursi a convegni o tavole rotonde, ma costituisce un dovere inderogabile per i Comuni e per la Regione: spetta infatti alle istituzioni programmare, finanziare e garantire strutture adeguate affinché nessun bambino venga escluso per carenza di risorse. La richiesta finale è quella di superare la fase dei buoni propositi per avviare impegni concreti in vista del futuro, evitando che le famiglie si ritrovino nuovamente isolate.






