Amendolara torna al centro dell’attenzione nazionale con l’arrivo della Commissione parlamentare d’inchiesta sullo sfruttamento del lavoro e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La visita istituzionale riporta sotto i riflettori la tragedia costata la vita a quattro braccianti stranieri, morti nell’incendio della loro auto lungo la Statale 106, un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e rilanciato il dibattito sul caporalato.
La delegazione parlamentare incontrerà istituzioni, rappresentanti delle forze dell’ordine, sindacati e autorità locali per fare il punto sulle indagini e valutare le iniziative necessarie a rafforzare il contrasto allo sfruttamento lavorativo. L’obiettivo è verificare lo stato delle inchieste e individuare strumenti più efficaci per prevenire situazioni di degrado e illegalità che continuano a interessare il comparto agricolo.
Intanto prosegue anche il percorso per il rimpatrio delle salme delle vittime. La Regione Calabria ha affidato alla Protezione civile il coordinamento dell’intera operazione, dall’assistenza ai familiari fino all’organizzazione del trasferimento delle bare nei Paesi d’origine. Per sostenere tutte le procedure amministrative e logistiche è stato stanziato un fondo straordinario di 100 mila euro.
Prima del rientro delle salme sarà però necessario attendere il completamento degli accertamenti disposti dalla Procura di Castrovillari, compresi gli esami del Dna indispensabili per l’identificazione ufficiale delle vittime. Solo dopo il via libera dell’autorità giudiziaria potranno essere organizzati i voli verso Afghanistan e Pakistan.
La missione della Commissione rappresenta un segnale di attenzione istituzionale su una vicenda che ha riportato al centro del dibattito nazionale il tema dello sfruttamento dei lavoratori migranti e della tutela della dignità nei campi agricoli italiani.
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