Caro gasolio, camion fermi e distributori a secco: protestano anche agricoltori e pescatori

file ai distributori

Il blocco degli autotrasportatori, scattato a mezzanotte e annunciato fino a martedì, aggrava l’emergenza carburanti in Calabria. Assopetroli segnala che il 70% dei distributori è già a secco, mentre davanti agli impianti ancora operativi si allungano le code. La protesta contro il caro gasolio coinvolge anche agricoltori e pescatori e mette sotto pressione rifornimenti, distribuzione delle merci e spostamenti quotidiani.
Secondo le informazioni diffuse da Rfi, alle 12 risultavano in corso tredici manifestazioni in Calabria. Le conseguenze interessano i flussi logistici in entrata e in uscita, con difficoltà nelle consegne di carburante agli aeroporti pugliesi, alle stazioni Eni e ad altre compagnie, oltre alle forniture destinate a servizi essenziali e di pubblica utilità.
Le manifestazioni si concentrano lungo arterie e accessi strategici, tra il Cosentino, il Crotonese, il Catanzarese, il Vibonese e il Reggino. Tra i punti interessati figurano le aree aeroportuali di Lamezia, gli svincoli stradali e le zone vicine al porto di Gioia Tauro. Secondo quanto riferito dalla polizia stradale, vengono organizzati presìdi e rallentamenti senza chiusure delle strade.
Fedralog denuncia costi del gasolio che rendono sempre più difficile garantire la continuità dei servizi. Il fermo riguarda anche il trasporto dei prodotti alimentari: per supermercati e grande distribuzione cresce il rischio di ritardi e carenze negli approvvigionamenti. La mobilitazione punta a ottenere risposte concrete prima che l’aumento delle spese comprometta ulteriormente l’attività delle imprese.
Nelle campagne, intanto, la protesta prosegue nonostante i ristori regionali. Sono 10.280 le aziende agricole calabresi individuate attraverso la piattaforma Uma per il contributo sul gasolio. L’intervento prevede trenta centesimi al litro sui consumi del periodo marzo-settembre. Le risorse ammontano complessivamente a 44 milioni di litri di carburante utilizzati, ai quali corrisponde il sostegno previsto dalla Regione.
L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha assicurato che la misura consentirà di riconoscere l’importo massimo previsto. Gli agricoltori contestano però l’insufficienza degli aiuti rispetto ai rincari. Il Movimento territorio e agricoltura osserva che il beneficio incide soltanto in parte sull’aumento del prezzo e chiede ulteriori interventi. Presìdi e rallentamenti vengono segnalati in diversi centri, mentre i produttori denunciano margini sempre più ridotti.
Un’altra giornata di mobilitazione è prevista per il 22 ottobre. Circa cento pescherecci delle marinerie siciliane e calabresi sono attesi nello Stretto di Messina per chiedere l’attenzione del Governo sui costi del carburante. La Federazione armatori siciliani punta a un confronto nazionale e alla convocazione degli Stati generali della pesca.
La manifestazione è stata illustrata durante un incontro in prefettura a Messina. Gli organizzatori hanno annunciato il rispetto delle disposizioni sulla sicurezza della navigazione e il coordinamento con le autorità competenti. Per gli armatori, il rincaro del gasolio mette a rischio la sostenibilità economica delle uscite in mare.
La difficoltà comune ai settori in protesta resta il peso del carburante sui bilanci. Autotrasportatori, aziende agricole e pescatori chiedono misure capaci di contenere i costi e consentire la prosecuzione del lavoro, mentre gli effetti dei blocchi cominciano a ricadere anche su consumatori e attività commerciali. Le associazioni sollecitano risposte rapide per evitare ulteriori difficoltà alle imprese.

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