Il Tribunale di Catanzaro ha disposto il rinvio a giudizio di 23 imputati nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Pallaria”, l’indagine della Procura che ipotizza un articolato meccanismo di gestione irregolare di incarichi pubblici, appalti e favori all’interno della Regione Calabria. La decisione è arrivata al termine dell’udienza preliminare, accogliendo integralmente la richiesta formulata dalla pubblica accusa.
Tra gli imputati figurano l’ex dirigente regionale Domenico Pallaria, ritenuto il principale protagonista dell’inchiesta, l’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e gli ex assessori regionali Francesco Talarico Dattolo e Alfonso Stillitani, oltre ad amministratori, imprenditori e professionisti coinvolti a vario titolo nel procedimento.
Secondo l’impostazione accusatoria, Pallaria avrebbe sfruttato il ruolo ricoperto nell’amministrazione regionale per favorire imprenditori e soggetti privati attraverso affidamenti, incarichi e interventi amministrativi ritenuti non conformi alle norme. Le contestazioni, formulate a diverso titolo nei confronti degli imputati, comprendono ipotesi di corruzione, concussione, abuso d’ufficio per fatti risalenti al periodo in cui il reato era ancora previsto, falso e altri reati contro la pubblica amministrazione.
L’inchiesta riguarda anche alcune procedure legate a opere pubbliche e interventi infrastrutturali, tra cui la diga del Menta e la metropolitana di Catanzaro, oltre a presunti favori concessi nell’ambito di finanziamenti, appalti e rapporti con imprese operanti sul territorio calabrese.
Con il decreto che dispone il giudizio, il procedimento entra ora nella fase dibattimentale, durante la quale saranno esaminate le prove raccolte dagli investigatori e le tesi difensive delle parti. Sarà il processo ad accertare la fondatezza delle accuse formulate dalla Procura. Tutti gli imputati restano presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dall’ordinamento vigente.
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