<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Editoriali - Informazione e Comunicazione</title>
	<atom:link href="https://informazionecomunicazione.it/category/editoriali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://informazionecomunicazione.it/category/editoriali/</link>
	<description>News, Editoria e Servizi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Jul 2026 10:15:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Editoriale &#124; Coro Music Fest, meno grandi star e più pubblico trasversale: la strategia dell&#8217;estate 2026</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/editoriale-coro-music-fest-meno-grandi-star-e-piu-pubblico-trasversale-la-strategia-dellestate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[coro music fest]]></category>
		<category><![CDATA[matteo lauria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informazionecomunicazione.it/?p=167461</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/07/matteo-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;editoriale di Matteo Lauria &#8211; La prima considerazione che salta agli occhi osservando il cartellone del Coro Music Fest 2026 è l&#8217;assenza del cosiddetto &#8220;grande nome&#8221;. Nessun artista da stadio, nessun protagonista assoluto delle classifiche italiane capace, da solo, di trasformare un concerto in un evento nazionale. Una scelta che potrebbe apparire sorprendente, ma che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/editoriale-coro-music-fest-meno-grandi-star-e-piu-pubblico-trasversale-la-strategia-dellestate-2026/">Editoriale | Coro Music Fest, meno grandi star e più pubblico trasversale: la strategia dell&#8217;estate 2026</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/07/matteo-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="123"><strong>L&#8217;editoriale di Matteo Lauria &#8211;</strong> <em>La prima considerazione che salta agli occhi osservando il cartellone del Coro Music Fest 2026 è l&#8217;assenza del cosiddetto &#8220;grande nome&#8221;. Nessun artista da stadio, nessun protagonista assoluto delle classifiche italiane capace, da solo, di trasformare un concerto in un evento nazionale. Una scelta che potrebbe apparire sorprendente, ma che probabilmente trova una spiegazione anche nelle ragioni economiche. Dopo gli importanti investimenti sostenuti nelle ultime stagioni estive e natalizie, l&#8217;amministrazione comunale sembra aver preferito distribuire le risorse su un programma più ampio, anziché concentrarle su un unico artista di richiamo. È una strategia diversa, che presenta vantaggi e limiti.</em></p>
<p data-start="854" data-end="1350"><em>Il principale punto di forza è la varietà. Il cartellone riesce a parlare a pubblici molto diversi: gli appassionati di jazz trovano il Peperoncino Jazz Festival con artisti come Danilo Rea e Joyce Elaine Yuille; chi ama il blues può contare sul Marco Fiume Blues Festival; gli estimatori della musica classica hanno il tradizionale concerto all&#8217;alba &#8220;Nessun Dorma&#8221;; il pubblico dance ritrova Albertino &amp; Corona, mentre il pop italiano è rappresentato da Gaia, Nina Zilli, Zero Assoluto e Baby K.</em></p>
<p data-start="1352" data-end="1809"><em>L&#8217;impressione è quella di un festival pensato per coinvolgere tutte le fasce d&#8217;età. I giovani sono attratti da Gaia e Baby K, il pubblico tra i trenta e i cinquant&#8217;anni ritrova artisti come Zero Assoluto e Nina Zilli, mentre gli eventi jazz e blues intercettano un segmento più maturo e appassionato. È un&#8217;offerta trasversale che punta a far vivere la città per oltre un mese, distribuendo gli eventi tra Corigliano, Rossano, Schiavonea e le altre location.</em></p>
<p data-start="1811" data-end="2398"><em>Proprio la scelta dell&#8217;artista del 15 agosto, a Rossano, merita però una riflessione. Baby K rappresenta sicuramente un nome conosciuto dal grande pubblico. È una delle artiste italiane con il maggior numero di successi radiofonici dell&#8217;ultimo decennio e il suo repertorio è perfetto per una serata di festa come Ferragosto. Tuttavia, oggi la cantante non occupa più il centro della scena musicale come negli anni di &#8220;Roma-Bangkok&#8221; o &#8220;Da zero a cento&#8221;. Resta un&#8217;artista capace di richiamare pubblico, ma con un impatto mediatico inferiore rispetto ai nuovi protagonisti del pop italiano.</em></p>
<p data-start="2400" data-end="2621"><em>Una scelta che conferma l&#8217;impostazione generale del cartellone: puntare su artisti affidabili, popolari e adatti a un pubblico ampio, senza affrontare i costi ormai elevatissimi richiesti dai grandi headliner del momento.</em></p>
<p data-start="2623" data-end="2933"><em>Nel complesso il Coro Music Fest 2026 appare come un festival equilibrato e ben costruito. Non punta all&#8217;effetto sorpresa né alla rincorsa del nome più costoso del panorama musicale italiano. Preferisce invece offrire un calendario ricco, distribuito nel tempo e capace di animare l&#8217;intero territorio comunale.</em></p>
<p data-start="2935" data-end="3438" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><em>Se l&#8217;obiettivo è valorizzare Corigliano-Rossano come città degli eventi estivi e offrire un programma di qualità a residenti e turisti, la strada intrapresa appare coerente. Se invece l&#8217;ambizione è quella di trasformare il festival in un appuntamento di richiamo nazionale, allora nei prossimi anni sarà probabilmente necessario tornare a investire su almeno un artista di primissimo piano, capace di fare del Coro Music Fest un evento destinato a lasciare il segno anche oltre i confini della Calabria.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/editoriale-coro-music-fest-meno-grandi-star-e-piu-pubblico-trasversale-la-strategia-dellestate-2026/">Editoriale | Coro Music Fest, meno grandi star e più pubblico trasversale: la strategia dell&#8217;estate 2026</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Editoriale &#124; Sulla Statale 106 tra Corigliano Rossano e Crotone lo Stato ha una responsabilità morale. E non può più far finta di niente</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/editoriale-sulla-statale-106-tra-corigliano-rossano-e-crotone-lo-stato-ha-una-responsabilita-morale-e-non-puo-piu-far-finta-di-niente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[matteo lauria]]></category>
		<category><![CDATA[statale 106]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informazionecomunicazione.it/?p=167344</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/matteo-lauria-1-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;Editoriale di Matteo Lauria &#8211; C&#8217;è una responsabilità che nessuna sentenza potrà mai certificare, ma che pesa come un macigno sulla coscienza delle istituzioni. È la responsabilità morale dello Stato nei confronti delle vittime della Strada Statale 106, in particolare del tratto compreso tra Corigliano Rossano e Crotone, per quanto mi ruguarda catalogato tra i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/editoriale-sulla-statale-106-tra-corigliano-rossano-e-crotone-lo-stato-ha-una-responsabilita-morale-e-non-puo-piu-far-finta-di-niente/">Editoriale | Sulla Statale 106 tra Corigliano Rossano e Crotone lo Stato ha una responsabilità morale. E non può più far finta di niente</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/matteo-lauria-1-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px;"><strong>L&#8217;Editoriale di Matteo Lauria</strong> &#8211; <em>C&#8217;è una responsabilità che nessuna sentenza potrà mai certificare, ma che pesa come un macigno sulla coscienza delle istituzioni. È la responsabilità morale dello Stato nei confronti delle vittime della Strada Statale 106, in particolare del tratto compreso tra </em></span><em><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px;">Corigliano Rossano e Crotone</strong><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px;">, per quanto mi ruguarda catalogato tra i più pericolosi dell&#8217;intera arteria jonica.</span></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Da decenni si continua a morire su questa strada. Da decenni si annunciano interventi, si promettono cantieri, si organizzano incontri e tavoli istituzionali. Eppure, la realtà è sempre la stessa: una strada inadeguata, senza valide alternative, con carreggiate strette, incroci a raso, accessi incontrollati e livelli di sicurezza che non sono più accettabili nel 2026.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La domanda che oggi la Calabria ha il diritto di porre è semplice: <strong>chi decide le priorità? </strong></em><em>Perché vengono finanziati il tratto <strong>Roseto Capo Spulico-Sibari</strong>, il tratto <strong>Sibari-Corigliano Rossano</strong> e gli interventi tra <strong>Crotone e Catanzaro</strong>, mentre resta senza copertura finanziaria proprio il segmento <strong>Corigliano Rossano-Crotone</strong>, quello che continua a registrare tra i più alti numeri di incidenti e di vittime?</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La progettazione esiste. Non manca la capacità tecnica di intervenire. Manca la volontà politica di trovare le risorse. </em><em>Ed è qui che nasce la responsabilità morale dello Stato. </em><em>Perché quando si conosce un problema, quando si conoscono i rischi, quando si sa dove si continua a morire e si decide comunque di rinviare gli investimenti, quella non è più soltanto una scelta amministrativa. È una scelta politica. E ogni scelta politica comporta delle responsabilità.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>ANAS, il Ministero delle Infrastrutture e l&#8217;intera classe politica nazionale e regionale dovrebbero spiegare pubblicamente quali criteri abbiano guidato l&#8217;ordine delle priorità. </em><em>Sono stati privilegiati criteri oggettivi di sicurezza? </em><em>Sono stati utilizzati dati sull&#8217;incidentalità?</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Oppure hanno prevalso, ancora una volta, logiche di convenienza politica, equilibri territoriali, interessi diversi dalla tutela della vita umana? </em><em>Sono domande legittime. E attendono da troppo tempo una risposta. </em><em>Perché, se davvero la priorità fosse stata la sicurezza, oggi il tratto più pericoloso della Statale 106 sarebbe anche il primo ad essere finanziato.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Invece accade esattamente il contrario. </em><em>Ed è impossibile non vedere, dietro questa scelta, l&#8217;ennesima conseguenza di una visione profondamente centralista dello sviluppo infrastrutturale italiano, nella quale esistono territori che meritano investimenti immediati e territori che possono continuare ad aspettare.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La fascia ionica tra Corigliano Rossano e Crotone appartiene, da sempre, a questa seconda categoria. </em><em>Non è una situazione nata oggi. </em><em>È una condizione che si trascina da decenni e della quale sono responsabili, senza distinzioni di colore politico, tutti i governi che si sono succeduti, tutte le maggioranze parlamentari, gran parte della rappresentanza calabrese e chiunque abbia avuto il potere di modificare questa situazione senza farlo.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Nel frattempo, le famiglie continuano a piangere i propri figli. </em><em>Ogni nuova croce lungo la Statale 106 rappresenta il fallimento di uno Stato che conosce il problema ma continua a rinviare la soluzione. </em><em>Le responsabilità penali le accertano i magistrati. </em><em>Quelle tecniche appartengono a chi progetta e programma le opere. </em><em>Ma la responsabilità morale è della politica.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Ed è una responsabilità che nessuno può più scaricare sul destino, sulla fatalità o sull&#8217;errore umano. </em><em>Perché quando una strada continua a uccidere e lo Stato decide di non intervenire dove sarebbe più urgente farlo, il silenzio istituzionale diventa parte del problema. </em><em>E questa, ormai, è una verità che la Calabria non può più accettare.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/editoriale-sulla-statale-106-tra-corigliano-rossano-e-crotone-lo-stato-ha-una-responsabilita-morale-e-non-puo-piu-far-finta-di-niente/">Editoriale | Sulla Statale 106 tra Corigliano Rossano e Crotone lo Stato ha una responsabilità morale. E non può più far finta di niente</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervento. Balneari, la scommessa della Calabria e il rischio per i contribuenti</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/lintervento-balneari-la-scommessa-della-calabria-e-il-rischio-per-i-contribuenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[balneari]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[luigi fraia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informazionecomunicazione.it/?p=167342</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/03/FRAIA-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;intervento dell&#8217;Avv. Luigi Fraia &#8211; Si parla poco della questione delle concessioni balneari che è approdata davanti alla Corte Costituzionale dopo che il Governo ha impugnato la legge approvata all&#8217;unanimità dal Consiglio regionale della Calabria (cioè, uno dei pochi casi, che tutti i consiglieri regionali, maggioranza e minoranza hanno votato insieme). La legge non introduce [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/lintervento-balneari-la-scommessa-della-calabria-e-il-rischio-per-i-contribuenti/">L&#8217;intervento. Balneari, la scommessa della Calabria e il rischio per i contribuenti</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/03/FRAIA-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="s3"><span class="s4"><strong>L&#8217;intervento dell&#8217;Avv. Luigi Fraia</strong> &#8211; <em>Si parla poco dell</em></span><em><span class="s4">a questione delle concessioni balneari </span><span class="s4">che </span><span class="s4">è approdata davanti alla Corte </span><span class="s4">C</span><span class="s4">ostituzionale dopo che il Governo ha impugnato la legge approvata all&#8217;unanimità dal Consiglio regionale della Calabria</span><span class="s4"> (cioè, uno dei pochi casi, </span><span class="s4">che </span><span class="s4">tutti i consiglieri regionali, maggioranza e minoranza</span><span class="s4"> hanno votato insieme</span><span class="s4">)</span><span class="s4">.</span> <span class="s4">La</span><span class="s4"> legge non introduce una proroga automatica delle concessioni</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> l</span><span class="s4">a Regione ha scelto una strada diversa: affidare ai Comuni la verifica della reale scarsità della risorsa demaniale e dell&#8217;eventuale interesse transfrontaliero. Solo in presenza di tali presupposti dovrebbe procedersi mediante gara pubblica; in caso contrario, sarebbe possibile mantenere le concessioni esistenti.</span> <span class="s4">La Regione ritiene che tale impostazione sia coerente con la direttiva Bolkestein e con la giurisprudenza europea. Il Governo, invece, sostiene che la disciplina delle concessioni demaniali rientri nella tutela della concorrenza, materia riservata alla competenza esclusiva dello Stato</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">come prevede </span><span class="s4">chiaramente </span><span class="s4">la Costituzione.</span> <span class="s4">La posizione del</span><span class="s4"> g</span><span class="s4">ove</span><span class="s4">rno Meloni</span><span class="s4">non nasce nel vuoto</span><span class="s4">, perché n</span><span class="s4">egli ultimi anni la Corte </span><span class="s4">C</span><span class="s4">ostituzionale ha più volte annullato norme regionali che interferivano con la disciplina delle concessioni demaniali, </span><span class="s4">ri</span><span class="s4">affermando la prevalenza della competenza statale. </span></em><em><span class="s4">Ma cosa c&#8217;entra tutto questo con i cittadini?</span>  </em></p>
<p class="s5"><em><span class="s4">Più di quanto si possa pensare. L&#8217;Italia è da anni sotto osservazione della Commissione europea per la gestione delle concessioni balneari. L&#8217;eventuale permanenza di discipline regionali difformi potrebbe complicare la posizione dello Stato italiano e rendere più difficile la chiusura della procedura di infrazione aperta da Bruxelles</span><span class="s4">; ciò significa </span><span class="s4">che eventuali </span><span class="s4">pesanti </span><span class="s4">sanzioni economiche non verrebbero pagate dai concessionari balneari né dai soggetti che hanno approvato la legge</span><span class="s4">; ma v</span><span class="s4">errebbero irrogate allo Stato italiano e quindi sostenute dall&#8217;intera collettività.</span> <span class="s4">In altre parole, il vantaggio riconosciuto a una categoria economica specifica potrebbe tradursi, almeno in astratto, in un costo a carico di tutti i contribuenti.</span> </em></p>
<p class="s5"><em><span class="s4">Se la Corte </span><span class="s4">C</span><span class="s4">ostituzionale accoglierà il ricorso del Governo, la legge calabrese verrà dichiarata illegittima e tornerà ad applicarsi esclusivamente la disciplina statale</span><span class="s4">, nel frattempo </span><span class="s4">– dato i tempi della giustizia &#8211; </span><span class="s4">si sarà salvata una stagione balneare</span><span class="s4"> per i beneficiari della legge </span><span class="s4">approvata dai consiglieri regionali</span><span class="s4">.</span><span class="s4"> Se invece la Regione dovesse prevalere, si aprirebbe uno scenario del tutto nuovo nei rapporti tra Stato, Regioni e Unione europea.</span> <span class="s4">La vicenda pone però una questione ancora più ampia.</span> <span class="s4">La riflessione </span><span class="s4">è</span><span class="s4"> che q</span><span class="s4">uando un cittadino commette un errore </span><span class="s4">o una valutazione </span><span class="s4">che provoca un danno economico, ne risponde personalmente. Lo stesso vale per professionisti, imprenditori e funzionari pubblici. Ma cosa accade quando una legge successivamente dichiarata illegittima produce costi milionari per la collettività?</span><span class="s4">Nella maggior parte dei casi il conto viene pagato dai cittadini.</span> </em></p>
<p class="s5"><em><span class="s4">E allora se d</span><span class="s4">a anni la giurisprudenza nazionale ed europea afferma principi sempre più chiari in materia di concessioni balneari</span><span class="s4">, perché </span><span class="s4">continuano ad essere approvate norme che si pongono in tensione con tali orientamenti, con il rischio di alimentare contenziosi e procedure di infrazione</span><span class="s4">.</span> <span class="s4">E’</span><span class="s4"> ben vero che l</span><span class="s4">a responsabilità politica esercitata attraverso il voto è certamente un pilastro della democrazia</span><span class="s4">; t</span><span class="s4">uttavia molti ritengono che, nei casi di manifesta violazione di principi giuridici consolidati, essa non sia sufficiente.</span> <span class="s4">Per questo </span><span class="s4">sta </span><span class="s4">cresce</span><span class="s4">ndo</span><span class="s4"> il dibattito sulla possibilità di introdurre forme di responsabilità patrimoniale per gli amministratori e i rappresentanti politici che approvino atti palesemente contrari a orientamenti giurisprudenziali consolidati</span><span class="s4">.</span> <span class="s4">Perché il principio di responsabilità dovrebbe valere per tutti. </span></em></p>
<p class="s5"><em><span class="s4">Adesso non resta che attendere il giudizio della Corte </span><span class="s4">C</span><span class="s4">ostituzionale. Se la Regione Calabria avrà ragione, significherà che i suoi giuristi hanno individuato una soluzione interpretativa che, fino ad oggi, era sfuggita al Governo, alla Commissione europea, al Consiglio di Stato, alla Corte di Cassazione e persino alla stessa Corte </span><span class="s4">C</span><span class="s4">ostituzionale</span><span class="s4">. </span></em><span class="s4"><em>         </em>                                                                                    </span><span class="s4">          </span> <span class="s4">               </span></p>
<p class="s5"><span class="s4">                                                                                                     </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/lintervento-balneari-la-scommessa-della-calabria-e-il-rischio-per-i-contribuenti/">L&#8217;intervento. Balneari, la scommessa della Calabria e il rischio per i contribuenti</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervento &#124; Continuità territoriale e coesione ferroviaria: una proposta operativa senza nuove opere e senza nuovi oneri</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/lintervento-continuita-territoriale-e-coesione-ferroviaria-una-proposta-operativa-senza-nuove-opere-e-senza-nuovi-oneri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[domenico mazza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informazionecomunicazione.it/?p=167338</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>L&#8217;intervento di Domenico Mazza &#8211; Non è fantascienza ferroviaria. È già successo, e non soltanto oggi. Per decenni, l’Espresso Crotone–Roma Termini ha percorso esattamente questo tracciato: partiva dalla città pitagorica, risaliva la Jonica, si innestava sulla Tirrenica a Paola e raggiungeva la Capitale. Un collegamento diretto, concreto, vissuto da migliaia di calabresi come un diritto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/lintervento-continuita-territoriale-e-coesione-ferroviaria-una-proposta-operativa-senza-nuove-opere-e-senza-nuovi-oneri/">L&#8217;intervento | Continuità territoriale e coesione ferroviaria: una proposta operativa senza nuove opere e senza nuovi oneri</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/09/mazza-1200-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><strong>L&#8217;intervento di Domenico Mazza</strong> &#8211; <em>Non è fantascienza ferroviaria. È già successo, e non soltanto oggi. Per decenni, l’Espresso Crotone–Roma Termini ha percorso esattamente questo tracciato: partiva dalla città pitagorica, risaliva la Jonica, si innestava sulla Tirrenica a Paola e raggiungeva la Capitale. Un collegamento diretto, concreto, vissuto da migliaia di calabresi come un diritto acquisito. Poi sparì, con la progressiva desertificazione ferroviaria dell’estremo levante calabrese, senza che nessuno si preoccupasse troppo di sostituirlo con qualcosa di equivalente.</em></p>
<p><em>Quel treno, però, portava con sé un limite strutturale che oggi non esiste più. A Paola, la composizione doveva essere smembrata e riassemblata manualmente: cambio banco, aggancio e sgancio dei vagoni in piazzale, manovre lente e complesse che dilatavano i tempi di sosta e moltiplicavano i rischi operativi.</em></p>
<p><em>Era la tecnologia dell’epoca. Era l’unico modo possibile. Oggi non lo è più. Nei primi giorni di luglio, sulla direttrice Reggio Calabria–Roma Termini, due convogli Blues trimodali — uno dalla linea Jonica via Locri e Catanzaro Lido, uno dalla Tirrenica via Tropea — saranno agganciati fisicamente a Lamezia Terme e proseguiranno come un’unica unità commerciale verso la Capitale. Una traccia oraria, nessun costo aggiuntivo per lo Stato, zero emissioni locali sui tratti non elettrificati. Il modello a “Y” — che funzionerà — da replicare poco più a nord.</em></p>
<p><em>Paola, cerniera di tutto Si prende un Intercity Giorno esistente sulla Roma–Reggio Calabria. Nessun treno nuovo, nessuna variazione sostanziale del Contratto di Servizio ministeriale: si sostituiscono le carrozze tradizionali con una doppia composizione Blues trimodale. Fino a Paola, tutto invariato: stessi orari, stessa capacità, stessa traccia.</em></p>
<p><em>A Paola, la composizione si sgancia. Ma non come accadeva con i vecchi Espressi, quando le operazioni manuali di cambio banco richiedevano soste lunghe e personale dedicato in piazzale. I Blues trimodali effettuano le medesime manovre in una manciata di minuti, gestite via software, senza intervento umano in linea e senza alcuna dilatazione apprezzabile dei tempi di percorrenza. La sezione anteriore continua verso Reggio lungo la Tirrenica. La sezione posteriore attiva la modalità elettrica e attraversa la galleria Santomarco. Serve Cosenza, raggiunge Sibari e prosegue in diesel lungo la Jonica. Attraversa Corigliano-Rossano, termina a Crotone.</em></p>
<p><em>Quello che prima era un’operazione lenta e faticosa diventerebbe oggi una procedura rapida e automatizzata. La stessa logica, la stessa stazione, un’efficienza radicalmente diversa. Trecentomila utenti che aspettano un treno diretto</em></p>
<p><em>Crotone, Corigliano-Rossano, l’intero Arco Jonico: territori che oggi raggiungono Roma con percorsi tortuosi, cambi obbligatori, ore disperse in coincidenze incerte. Territori che producono mobilità reale — studenti, lavoratori, turisti, famiglie — ricevono in cambio un’offerta ferroviaria che li ignora sistematicamente. L’isolamento non è un dato geografico immutabile.</em></p>
<p><em>È una scelta politica reiterata per decenni. Camuffata da vincoli tecnici che la modernità ha ormai dissolto. Questa proposta li ribalta con strumenti già disponibili. I costi aggiuntivi per l’erario sono marginali: la Regione coprirebbe soltanto i chilometri commerciali della tratta Paola–Crotone. Il resto è rimodulazione dell’esistente, non spesa nuova.</em></p>
<p><em>Trecentomila potenziali utenti riconnessi alla rete nazionale con un intervento che non richiede grandi opere. Non attende finanziamenti straordinari. Non dipende da cantieri decennali. Non è un sogno. È un calcolo. Il tempo delle verifiche è finito</em></p>
<p><em>Restano aspetti tecnici da definire: certificazione delle manovre automatiche di aggancio e sgancio, coordinamento orario con i servizi Jonici e Tirrenici, accordi tra Ministero, Regione e operatori per l’attribuzione dei costi e la gestione dei ricavi. Nessuno li nega. Ma sono passaggi amministrativi, non barriere strutturali. Problemi di ingegneria contrattuale, non di impossibilità tecnica.</em></p>
<p><em>La stagione estiva — anche in funzione della riapertura del tronco Sibari-Crotone — è la finestra giusta per una sperimentazione pilota. Il materiale rotabile esiste. La tecnologia funziona. Il precedente storico — quell’Espresso Crotone-Roma che generazioni di calabresi hanno preso come fosse ovvio — dimostra che il collegamento ha domanda reale. Radicata. Mai venuta meno.</em></p>
<p><em>Ciò che è venuta meno è la volontà politica di mantenerlo. Oggi quella volontà ha uno strumento in più: moderno, efficiente, sostenibile. Usarlo non richiede coraggio straordinario. Richiede semplicemente di smettere di trovare ragioni per non farlo. L’Arco Jonico non può permettersi un’altra estate di attesa.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/lintervento-continuita-territoriale-e-coesione-ferroviaria-una-proposta-operativa-senza-nuove-opere-e-senza-nuovi-oneri/">L&#8217;intervento | Continuità territoriale e coesione ferroviaria: una proposta operativa senza nuove opere e senza nuovi oneri</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’aeroporto di Scalea e il deserto della Sibaritide: la politica gioca col futuro di 400mila calabresi</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/laeroporto-di-scalea-e-il-deserto-della-sibaritide-la-politica-gioca-col-futuro-di-400mila-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 15:09:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto di Scalea]]></category>
		<category><![CDATA[calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[futuro di 400mila]]></category>
		<category><![CDATA[politica gioca]]></category>
		<category><![CDATA[sibaritide]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informazionecomunicazione.it/?p=167256</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/ross-scal-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Di Antonio Caruso Il recente accordo tra ENAC, Regione e Comune di Scalea solleva polemiche roventi. Mentre si scommette su un territorio da 60mila abitanti, la Sibaritide — motore demografico e produttivo della regione — viene relegata al ruolo di spettatrice impotente. È la solita, amara storia di una Calabria a due velocità. Un protocollo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/laeroporto-di-scalea-e-il-deserto-della-sibaritide-la-politica-gioca-col-futuro-di-400mila-calabresi/">L’aeroporto di Scalea e il deserto della Sibaritide: la politica gioca col futuro di 400mila calabresi</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/ross-scal-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Di Antonio Caruso<br />
Il recente accordo tra ENAC, Regione e Comune di Scalea solleva polemiche roventi. Mentre si scommette su un territorio da 60mila abitanti, la Sibaritide — motore demografico e produttivo della regione — viene relegata al ruolo di spettatrice impotente. È la solita, amara storia di una Calabria a due velocità.</p>
<p>Un protocollo che sa di beffa<br />
La recente firma tra l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), la Regione Calabria e il Comune di Scalea per l’aerosuperfice dell’Alto Tirreno ha scatenato un’ondata di indignazione che attraversa trasversalmente la Piana di Sibari. Non si tratta di una critica al progresso in sé, ma della ennesima, plateale esclusione di una delle aree più popolose e produttive dell’intera regione dai tavoli decisionali che contano.</p>
<p>Mentre le istituzioni festeggiano negli uffici romani o regionali, nella Sibaritide regna il silenzio assordante della politica locale. Dove sono i rappresentanti del territorio? Dove sono le voci di chi dovrebbe difendere gli interessi di una comunità che conta oltre 400.000 abitanti, rispetto ai circa 60.000 dell&#8217;area tirrenica interessata dal progetto?</p>
<p>Geografia della disperazione<br />
I numeri raccontano una realtà umiliante per i cittadini della Sibaritide. Oggi, raggiungere lo scalo di Lamezia Terme è già un calvario di ore, una sfida alla pazienza e alla logistica. Eppure, la soluzione prospettata non solo non risolve il problema, ma lo aggrava: per arrivare a Scalea, i tempi di percorrenza per chi vive nel cuore dell&#8217;Alto Ionio si prospettano proibitivi.</p>
<p>L’inutilità strategica di questo accordo emerge con forza dall&#8217;analisi geografica: il capoluogo, Cosenza, è storicamente e logisticamente molto più vicino a Lamezia Terme che a Scalea. Investire in un polo che isola ulteriormente il capoluogo e ignora il bacino d’utenza ionico appare, agli occhi dei cittadini, come una scelta politica dettata da logiche distanti anni luce dai bisogni reali delle persone.</p>
<p>Un sistema ferroviario al collasso<br />
Il quadro di smantellamento del diritto alla mobilità è completato dalla gestione del ferro. L’annullamento del progetto del tratto ferroviario Praia-Tarsia — che avrebbe dovuto fare di Cosenza un hub cruciale per le fermate dei Freccia — è una ferita ancora aperta.</p>
<p>Si è preferito continuare a insistere sul tracciato costiero tirrenico, una linea che corre a pochi metri dal mare. Una scelta scellerata, già punita dalla storia: le frequenti mareggiate non sono un evento imprevisto, ma una certezza meteorologica che puntualmente blocca la circolazione, isolando di fatto intere comunità. Eppure, si continua a puntare su un binario fragile, ignorando le esigenze di chi vive entroterra e necessita di collegamenti veloci, sicuri e lungimiranti.</p>
<p>Il grido di un territorio ignorato<br />
La Sibaritide, con le sue eccellenze agricole, turistiche e demografiche, merita rispetto. Invece, viene trattata come una terra di serie B, tenuta fuori da ogni programmazione infrastrutturale di ampio respiro.</p>
<p>Non si tratta di campanilismo, ma di giustizia sociale ed economica. Quando i palazzi del potere decidono le sorti del territorio senza consultare — o peggio, ignorando deliberatamente — le popolazioni che rappresentano, la democrazia perde di significato. La Sibaritide è stanca di subire decisioni prese altrove, che sembrano fatte apposta per confermare un isolamento che la Calabria non può più permettersi.</p>
<p>È tempo di risposte. È tempo che la politica regionale spieghi perché, nel 2026, la programmazione infrastrutturale continui a viaggiare lontano dai bisogni reali della stragrande maggioranza dei calabresi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/laeroporto-di-scalea-e-il-deserto-della-sibaritide-la-politica-gioca-col-futuro-di-400mila-calabresi/">L’aeroporto di Scalea e il deserto della Sibaritide: la politica gioca col futuro di 400mila calabresi</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
