Città più brutta d’Italia? Corigliano-Rossano non ci sta!

La recente graduatoria che ha designato Corigliano-Rossano come la città più brutta d’Italia suscita molte riflessioni. Un giudizio, quello espresso, che appare ingeneroso e, probabilmente, figlio di criteri e metodi di rilevamento discutibili. Tuttavia, è opportuno andare oltre la mera contestazione e trasformare questa valutazione in uno stimolo per migliorare.

Ogni città possiede una sua bellezza intrinseca, un carattere unico che merita di essere valorizzato. Nel caso di Corigliano-Rossano, è evidente che il punto debole sia l’estetica urbana, l’arredo delle piazze, delle vie e dei quartieri. Da tempo è evidente la necessità di interventi mirati per arrestare il degrado, ravvivare i centri abitati con piante, verde pubblico e colori che infondano calore e accoglienza. Questa è una questione che tocca molte realtà italiane, non solo quelle classificate negativamente in una graduatoria.

Non è necessario ricorrere a interventi faraonici: spesso sono le piccole trasformazioni a fare la differenza. Una città può cambiare volto con semplici migliorie, come la cura delle aiuole, la manutenzione costante del verde pubblico, l’introduzione di arredi urbani esteticamente gradevoli e funzionali. Anche i quartieri più trascurati possono trasformarsi in spazi accoglienti grazie a un uso intelligente di colori e materiali.

Dobbiamo inoltre riflettere sull’importanza del coinvolgimento dei cittadini. Rendere una città più bella non è solo compito delle amministrazioni locali: è un processo che richiede partecipazione e sensibilità collettiva. Un quartiere che si prende cura di se stesso, che si organizza per mantenere ordine e decoro, diventa un simbolo di comunità e appartenenza.

Se da un lato questa graduatoria può risultare crudele, dall’altro lato ci offre un’occasione preziosa per prendere atto delle criticità e affrontarle con spirito costruttivo. Invece di respingere totalmente il giudizio, possiamo cogliere l’opportunità di invertire la rotta. Il miglioramento è possibile, e inizia da piccoli passi.

Corigliano-Rossano, come molte altre città, ha bisogno di un progetto di rinascita che metta al centro l’estetica e la vivibilità urbana. Un impegno condiviso tra cittadini e istituzioni, che restituisca dignità agli spazi e valorizzi il patrimonio culturale e ambientale. Perché ogni città può essere bella: basta volerlo, basta crederci. Certo, uno dei nodi cruciali è il lungomare colpito da cemento selvaggio e spesso antiestetico. Ecco perché è necessario intervenire non solo in chiave di riqualificazione ma anche di uno stop a nuovi insediamenti residenziali sulla costa.

Matteo Lauria – Direttore I&C

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