Concessioni balneari, la Regione Calabria impugna il decreto del Governo

Via libera della Giunta al ricorso davanti alla Corte Costituzionale. Al centro il riparto delle competenze tra Stato e Regioni – Nuovo confronto istituzionale tra Regione Calabria e Governo sul tema delle concessioni balneari. La Giunta regionale ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale alcune disposizioni contenute nel decreto legge approvato dall’esecutivo l’11 marzo scorso e convertito in legge l’8 maggio.

La contestazione riguarda in particolare l’articolo 8 del provvedimento, che disciplina il riordino delle concessioni demaniali marittime. La normativa statale punta al superamento del sistema delle proroghe automatiche, prevedendo dal 2027 l’assegnazione delle concessioni attraverso procedure pubbliche e competitive.

Tra le novità introdotte figurano criteri nazionali per i bandi, parametri di valutazione delle offerte, il riconoscimento degli investimenti effettuati dai concessionari e forme di indennizzo per i gestori uscenti in caso di subentro di nuovi operatori.

Secondo la Regione Calabria, tuttavia, alcune norme attribuirebbero al Governo poteri che incidono su materie riconducibili alle competenze regionali, in particolare per quanto riguarda la gestione del demanio marittimo, il turismo e la valorizzazione delle coste. La delibera richiama inoltre il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, ritenendo insufficiente il coinvolgimento degli enti territoriali previsto dal decreto.

La decisione arriva a poche settimane dall’approvazione della legge regionale sul comparto balneare. Sarà ora la Corte Costituzionale a pronunciarsi sul conflitto di attribuzioni sollevato dalla Regione Calabria.

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