La Calabria continua a rimanere indietro rispetto al resto del Paese sul fronte della crescita economica, dei consumi e dei redditi. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che fotografa una regione ancora in forte difficoltà, collocandola, insieme alla Basilicata, all’ultimo posto della classifica nazionale per incremento del Prodotto interno lordo previsto nel 2025.
Secondo il report, il Pil calabrese crescerà dello 0,6%, mentre i consumi delle famiglie registreranno un aumento dello 0,5%, dati che confermano una ripresa ancora debole e insufficiente a ridurre il divario con il Centro-Nord. L’analisi evidenzia come il Mezzogiorno continui a perdere terreno, aggravando una frattura economica e sociale che si riflette anche sul piano demografico.
Tra i principali fattori indicati da Confcommercio figurano la progressiva riduzione della popolazione, in particolare quella giovanile e in età lavorativa, e la conseguente contrazione della domanda interna. Un processo che sottrae capitale umano al sistema produttivo e limita le prospettive di sviluppo.
Il rapporto sottolinea inoltre come la Calabria non abbia ancora recuperato i livelli di consumi precedenti alla crisi finanziaria del 2007. L’indice dei consumi si attesta infatti a 89,9, mentre la media nazionale raggiunge 98,8, confermando un ritardo che continua a incidere sul tessuto economico regionale.
Anche il livello dei redditi resta significativamente inferiore rispetto alle regioni più sviluppate del Paese. Un lavoratore dipendente calabrese percepisce mediamente 15.880 euro l’anno, circa la metà rispetto ai redditi registrati in Lombardia. Negli ultimi cinque anni, inoltre, il Mezzogiorno ha perso oltre il 10% del potere d’acquisto a causa dell’inflazione, della diffusione del lavoro precario e del part-time involontario.
Sul piano sociale, il quadro appare altrettanto critico. Il 37,2% della popolazione calabrese è esposto al rischio di povertà o esclusione sociale, mentre circa una famiglia su cinque vive una condizione di povertà energetica, con difficoltà a sostenere i costi necessari per il riscaldamento o il raffrescamento dell’abitazione.
Per Confcommercio, la combinazione tra crescita economica insufficiente, bassi redditi, consumi deboli e continuo spopolamento rappresenta una delle principali criticità che continuano a frenare lo sviluppo della Calabria.
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