Corigliano-Rossano, affondo di Futuro Nazionale sul turismo: «Stagione fallimentare e nessuna visione strategica»

I comitati di Futuro Nazionale di Corigliano-Rossano bocciano senza appello la gestione turistica della stagione estiva appena conclusa, puntando l’indice contro l’amministrazione guidata dal sindaco Flavio Stasi. Dopo quasi otto anni di governo cittadino, l’assenza di una programmazione strutturata e di una visione di lungo periodo avrebbe evidenziato tutti i limiti di un sistema che procede senza una rotta chiara.

I punti chiave della contestazione

La crisi dei centri storici: Registrati veri e propri flop di presenze e visitatori anche in date cruciali come il 14 agosto nel centro storico rossanese, penalizzato dall’assenza di attrattiva programmata.

Il traino privato a Schiavonea: La vitalità della fascia costiera viene attribuita esclusivamente all’imprenditoria locale e alla laboriosità dei cittadini, senza che vi sia una regia o un merito ascrivibile all’azione amministrativa.

Il bilancio dell’assessorato: Contestata la riconferma dell’assessore al Turismo Costantino Argentino, accusato di non aver prodotto risultati strategici misurabili, mercati esteri conquistati o accordi solidi con i tour operator.

Infrastrutture e fondi della fusione: Duro affondo sull’impiego dei 16 milioni di euro del premio di fusione, rimasti in gran parte inattivi rispetto a opere cruciali come il completamento del lungomare che unisce Sant’Angelo a Schiavonea, il rilancio delle zone montane (Piana dei Venti e Piana Caruso con l’albergo pubblico “Il Cerro”) e lo sblocco del porto cittadino.

L’occasione persa della destagionalizzazione: Mentre altre aree della Calabria e la vicina Puglia capitalizzano l’afflusso dei “turisti settembrini”, a Corigliano-Rossano i riflettori si spengono anzitempo, palesando l’incapacità di attrarre flussi oltre i mesi centrali dell’estate.

Oltre la logica del “volemose bene”
Per Futuro Nazionale è necessario rompere la consuetudine locale del quieto vivere e del consenso basato sui rapporti personali. La politica turistica non può ridursi a un mero bilancio di camere d’albergo occupate o a un cartellone di concerti estivi estemporanei. L’appello finale rivolto all’amministrazione e agli attori del territorio chiede un cambio radicale di passo: unire mare, borghi, cultura ed enogastronomia in una strategia unitaria, uscendo dall’ordinarietà amministrativa per trasformare le enormi potenzialità in economia diffusa e strutturata.

Trasparenza editoriale – L’Intelligenza Artificiale è utilizzata esclusivamente come supporto redazionale. La responsabilità dei contenuti è dell’autore e della Direzione responsabile.

Articoli correlati: