Corigliano Rossano. Boscarello, droni sulla pista del rogo | VIDEO

Droni in volo sopra Boscarello, investigatori sul terreno, rilievi tecnici e accertamenti senza sosta. Questa mattina Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e apparati investigativi hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell’area devastata dall’incendio seguito all’esplosione di una bombola di gas che ha distrutto il ghetto dei braccianti agricoli.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari e affidate agli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano-Rossano, puntano a chiarire un interrogativo decisivo: incidente o mano dell’uomo?

Sul posto, nella notte, si è recato personalmente anche un magistrato per verificare lo scenario della tragedia e seguire da vicino gli sviluppi investigativi. L’utilizzo dei droni servirà a ricostruire con precisione la dinamica dell’esplosione e a individuare eventuali elementi compatibili con una matrice dolosa.

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. E proprio per questo vengono valutati anche possibili punti di contatto con la tragedia di Amendolara, dove nei giorni scorsi quattro giovani hanno perso la vita, arsi vivi all’interno di una stazione di servizio. Al momento non esistono collegamenti accertati, ma gli accertamenti tecnici sono in corso e vengono condotti a tutto campo.

C’è poi un elemento che pesa come un macigno. Solo pochi giorni prima dell’incendio, alcuni dei braccianti che vivevano nel ghetto erano stati intervistati dalle reti Mediaset, denunciando pubblicamente condizioni di degrado estremo, emarginazione e disumanità. Oggi quello stesso luogo è ridotto a un cumulo di macerie e cenere.

Il bilancio resta drammatico. Uno dei lavoratori rimasti coinvolti è ricoverato nel Centro Grandi Ustioni di Brindisi con ustioni che interessano circa l’85 per cento del corpo. Le sue condizioni restano gravissime.

Boscarello attende risposte. Gli investigatori cercano tracce, riscontri e prove. La verità, in questo momento, è nascosta tra le macerie di un luogo che era già diventato simbolo di una profonda emergenza sociale.

 

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