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Il regolamento prevede un solo familiare o due familiari massimo e i colloqui devono avvenire con il vetro e un distanziamento di 2 metri. Viene meno in sostanza quell’equilibrio affettivo, affermano i manifestanti, all’interno dei nuclei familiari in cui i bambini in particolare non possono vedere i padri. Si è tentato di superare questa falla introducendo le videochiamate, ma non è la stessa cosa della presenza. Sottolineato, inoltre, come l’organizzazione mondiale della sanità, in linea con la circolare del 21 marzo scorso, dia delle indicazioni ben precise di tutela delle persone in regime di detenzione che invece non vengono completamente rispettate
Tra i presenti: Adriano D’Amico (soggetto organizzatore), Francesco Saccomanno (segretario provinciale Rifondazione comunista), Elisabetta Della Corte (ricercatrice Unical), Claudio Sposato (responsabile Cgil Corigliano-Rossano), Andrea De Bonis (Unical – Filorosso), Sandra Berardi (presidente Associazione Yairaiha), Giovanni Zagarese (Camera penale di Rossano), Antonio Pucci (responsabile osservatorio carceri camera penale). Prossima tappa all’Unical con i familiari di Cesare Battisti per elaborare una bozza di documento e trasmetterlo alle autorità preposte.






