La stagione estiva appena conclusa a Corigliano-Rossano si chiude con un bilancio positivo, seppur attraversato da contraddizioni e nodi irrisolti. A confermarlo è il presidente della Proloco di Rossano, Federico Smurra, che ha analizzato l’andamento del comparto turistico locale, evidenziando progressi e difficoltà, risultati concreti ma anche la mancanza di una strategia di lungo periodo. L’estate 2024 ha mostrato una doppia faccia: un mese di agosto vivace e ricco di presenze che ha permesso di recuperare un luglio considerato sottodimensionato, con numeri al di sotto delle aspettative. Una dinamica che non riguarda soltanto il territorio di Corigliano-Rossano ma che, come osserva Smurra, si è verificata in molte altre località italiane con un’offerta simile e un target turistico medio-basso. «È una stagione conclusa in maniera positiva su Corigliano-Rossano, perché abbiamo avuto dei numeri. C’è stata una ripresa nel mese di agosto, rispetto a un luglio sottodimensionato, ma da tutte le parti».
A soffrire maggiormente è stata proprio la fascia di turisti con minore capacità di spesa, quella che solitamente si muove nei periodi di bassa stagione e che rappresenta lo zoccolo duro del mercato turistico locale. Una crisi generalizzata, che ha colpito la cosiddetta fascia medio-bassa e che si riflette anche in territori che non riescono a intercettare flussi con reddito elevato. «Perché è andata in crisi proprio la fascia medio-bassa, quella che consuma in periodi di bassa stagione, quelle che hanno poco reddito. Infatti le località come le nostre, che non hanno un target elevato, con grandi capacità di spesa, hanno risentito di più. Ma è un risentimento che è a livello nazionale».
I condizionamenti degli eventi delittuosi
Sul piano locale, non sono mancati eventi e fatti di cronaca che hanno animato il dibattito cittadino, in particolare nell’area di Lido Sant’Angelo. Tuttavia, secondo Smurra, il loro impatto reale sul turismo è stato marginale. «Lì hanno inciso sul locale, sulla popolazione locale, perché il turista non li percepisce. Chi è venuto in vacanza era nelle strutture, nei villaggi, non segue queste attività locali di cronaca. E più ha inciso sul locale, che ha fatto sì che magari il turismo di prossimità si è spostato da Rossano su Schiavonea, da Rossano su Mirto. Alla fine i numeri erano quelli». Una valutazione che ridimensiona l’effetto degli episodi interni al tessuto cittadino, i quali possono influire sulle scelte dei residenti ma non determinano le decisioni di chi sceglie di soggiornare in strutture organizzate o villaggi. Il nodo centrale rimane invece la carenza di una programmazione organica e condivisa, capace di alzare l’asticella qualitativa e di intercettare un turismo con maggiore capacità di spesa. Smurra non usa mezzi termini e richiama con forza l’amministrazione comunale alle proprie responsabilità. «Mancano ancora oggi i grandi numeri perché manca la programmazione. Dal mio punto di vista manca la programmazione perché colgo l’occasione di invitare in questa circostanza l’amministrazione ad aprire dei tavoli immediatamente per programmare la stagione 2026. Non si può arrivare a giugno e parlare con gli operatori. Si parla un anno prima, si programma un anno prima. Infatti le fiere si fanno un anno prima per andare a promuovere il prodotto. Adesso bisogna subito invitare gli operatori a sederci a un tavolo, a programmare insieme, a mettere su carta le idee, i propositi che ci sono affinché questa località possa intercettare flussi maggiori, ma flussi che abbiano capacità di spesa».
Modello turistico da rivedere
L’analisi del presidente della Proloco tocca un punto cruciale: l’attuale modello turistico di Corigliano-Rossano si fonda su un pubblico che genera presenze ma non produce ricavi consistenti. Senza un salto qualitativo nell’offerta, la città rischia di restare intrappolata in una dimensione turistica modesta, incapace di competere con altre mete della costa ionica e calabrese. «Il problema è che il nostro turista che arriva qui ha bassa capacità di spesa. E questo incide tantissimo sui ricavi perché quando si intercettano flussi con grandi capacità di spesa c’è un ritorno maggiore, quindi dobbiamo puntare sui servizi e dare servizi migliori a livello anche di qualità». A questo proposito, Smurra immagina tavoli di confronto tra amministrazione e operatori, con la Pro Loco pronta a svolgere un ruolo di collante. Un obiettivo ambizioso, frenato però dalle tensioni interne al tessuto economico locale. «Un tavolo immagino tra amministratori e operatori turistici, però c’è un problema che un po’ tra operatori turistici pare che non si vada così tanto d’accordo. Questo gap si può colmare nel senso che l’operatore turistico è l’amministrazione che si deve fare portavoce. Noi come Pro Loco possiamo fare da collante con l’amministrazione, ma l’amministrazione ha il dovere politico e amministrativo in quanto eletti dal popolo, rappresentanti del popolo, a convocare tutte le parti, a dialogare con queste parti. Quindi è intervenire e cercare di far fare rete perché solo così mettendoci insieme si può sollevare tutte le difficoltà che ci sono e sono sottese queste difficoltà che noi abbiamo sul lungomare, specialmente nell’area di Rossano, dove ci sono anche diatribe tra operatori perché giustamente ognuno cerca di fare attività magari anche calpestando altre attività che sono presenti in loco. Questo fa sì che si creano dei malumori e questo si può superare soltanto con il dialogo, con la programmazione nei tempi giusti».
Pubblico- privato e la necessità di interagire
Il tema della programmazione torna dunque come filo conduttore, non solo nelle politiche pubbliche ma anche nella gestione privata delle strutture turistiche. Senza un piano comune e anticipato, l’offerta rischia di restare improvvisata e frammentata, con conseguenze negative per tutti. «Innanzitutto dobbiamo alzare il livello dei servizi, i servizi turistici. Sì, quest’anno abbiamo avuto la Bandiera Blu, diciamo di averla guadagnata, ma dobbiamo alzare il livello, quindi il Comune deve investire. Abbiamo la tassa di soggiorno, ma la tassa di soggiorno deve essere investita sui servizi. Abbiamo bisogno di servizi. In altre località dove si investe sui servizi abbiamo avuto un’elevazione nella qualità dei turisti. Quindi abbiamo avuto numeri migliori e anche una qualità migliore. Quindi non bastano solo gli eventi, gli eventi devono essere solo un contorno, perché il turista deve arrivare a prescindere dall’evento, non deve arrivare per l’evento. L’evento serve soltanto ad armonizzare e dare magari quel tocco in più. Però noi abbiamo bisogno di alzare il livello sui servizi. Solo così possiamo far sì che si inizia a parlare di Corigliano-Rossano come località dove andare a fare vacanza». Non solo Comune, ma anche operatori privati. Smurra rivolge loro un invito esplicito a cambiare prospettiva, ad abbandonare la logica del profitto immediato per costruire invece un’offerta solida nel tempo. «Gli operatori turistici devono farsi un mea culpa, nel senso che dal mio punto di vista devono iniziare a fare rete tra di loro, devono pensare che solo spostando il loro punto di vista, cioè non pensare soltanto all’economicità nel breve periodo, ma puntare nel medio-lungo periodo, potrà far sì che il nostro territorio possa ampliare l’offerta e migliorare l’offerta, perché noi ci siamo racchiusi in 20 giorni e in 20 giorni non si possono fare miracoli. E quindi dobbiamo capire innanzitutto leggere i target con cui si lavora, cioè il turismo non si improvvisa, lo vediamo. Ci sono strutture che stanno lavorando e stanno lavorando benissimo, quest’anno hanno fatto il botto, perché lavorano sulla programmazione. Invece lavorare sull’approssimazione fa sì che si cerca di raggiungere il massimo profitto a spese di una qualità che poi ne risente e il passaparola poi danneggia la località».
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