Una maglietta parzialmente bruciata, chiusa in un sacchetto e recuperata vicino a un cumulo di rifiuti, è al centro dei nuovi accertamenti sull’omicidio di Carmela Bifano, trovata morta il 18 agosto in un terreno dell’azienda di famiglia a Villaggio Frassa, nell’area urbana di Corigliano.
Gli investigatori dovranno stabilire a chi appartenga l’indumento e se sia quello che Pietro Scintu, marito della vittima e unico indagato, ha dichiarato di avere lasciato appeso a un albero. Il capo sarà sottoposto agli esami scientifici per verificare la presenza di sangue o di altre tracce biologiche utili alla ricostruzione del delitto.
Secondo quanto emerso dall’autopsia, la donna avrebbe subito un tentativo di strangolamento, forse con un nastro, e sarebbe stata successivamente colpita otto volte alla testa con un oggetto contundente, probabilmente una pietra. Diverse pietre sono state sequestrate nel luogo in cui è stato rinvenuto il corpo.
Scintu si trova nella casa circondariale di Castrovillari. Il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo, ritenendo insussistente il pericolo di fuga, ma ha disposto la custodia cautelare in carcere per il rischio di inquinamento delle prove. La difesa ha impugnato il provvedimento e giovedì il Tribunale del Riesame dovrà pronunciarsi sulla misura.
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