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Per tutto il pomeriggio di ieri parenti e amici sono stati sentiti presso l’ufficio del commissariato di pubblica sicurezza di Corigliano Rossano, dove gli inquirenti hanno incalzato al fine di meglio comprendere il quadro complessivo in cui si è sviluppata la singolare storia che, ancora oggi, fa registrare coni d’ombra. Da fonti bene informate, appaiono concordanti le tesi sostenute da madre e figlia rispetto alla ricostruzione dei fatti. Si tratta di una ragazza che conduce molto riservata, poca vita sociale, assente dai social, poco incline alle relazioni con l’esterno. E, secondo alcune testimonianze, da tempo era sprovvista di cellulare. Tante le caselle da riempire. L’indagine è affidata al sostituto procuratore Valentina Draetta che è giunta a Rossano per sentire i vari protagonisti di questa triste vicenda.






