di FABIO BUONOFIGLIO
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Al di fuori dei casi strettamente previsti dalla legge, la proroga dei contratti pubblici costituisce una violazione dei principi enunciati all’articolo 2 del decreto legislativo n. 163/2006 e, in particolare, della libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. La proroga deve infatti avere carattere di temporaneità e dev’essere strumento atto esclusivamente ad assicurare il “passaggio” da un regime contrattuale a un altro. Una volta scaduto un contratto, quindi, l’amministrazione, qualora abbia ancora necessità d’avvalersi dello stesso tipo di prestazione, dev’effettuare una nuova gara (sentenza del Consiglio di Stato n. 3.391/2008). Ma proprio mentre per l’Autorità nazionale anticorruzione l’istituto della proroga rappresenta una vera e propria eccezione, per il Comune di Corigliano Calabro è divenuto istituto d’ordinaria amministrazione. Nel frattempo, a Palazzo Garopoli gli “scienziati dell’ambiente”, con in testa l’assessora Marisa Chiurco e lo stesso sindaco Geraci, continuano a tenere improduttivi incontri coi rappresentanti sindacali degli attuali dipendenti della “Ecoross Srl”, assunti proprio per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Corigliano Calabro e oggi fortemente preoccupati del fatto che il bando di gara che si starebbe profilando possa disincentivare la partecipazione da parte delle imprese potenzialmente interessate a parteciparvi, le stesse che dovrebbero poi riassorbirli al lavoro…






