Cosenza e provincia: la corsa a Palazzo Campanella tra liste, nomi e scadenze

Dal 22 agosto al 5 settembre la raccolta delle firme, entro il 5 settembre il deposito ufficiale delle liste. Tutti i protagonisti che ambiscono a un seggio nel Consiglio regionale della Calabria.

La macchina elettorale della Calabria ha iniziato a muoversi. Il conto alla rovescia è ormai avviato: i cittadini torneranno alle urne il 5 e 6 ottobre 2025 per eleggere il nuovo Consiglio regionale e il Presidente della Giunta. A scandire i tempi, però, ci sono due scadenze già scolpite nel calendario: dal 22 agosto al 5 settembre 2025 i Comuni sono tenuti a garantire la raccolta delle firme necessarie per presentare le candidature, e proprio il 5 settembre 2025 rappresenta il termine ultimo per il deposito delle liste elettorali. Solo quel giorno si saprà davvero chi sarà dentro e chi resterà fuori. In questa fase, la politica brulica di voci, indiscrezioni, autocandidature, smentite e attese conferme. È una girandola di nomi che fotografa bene la vivacità – ma anche la frammentazione – del panorama calabrese, e in particolare di Cosenza e provincia, cuore numericamente decisivo nelle dinamiche regionali. Tre i poli principali che si contendono la guida: il presidente uscente Roberto Occhiuto, sostenuto dal centrodestra; l’ex presidente dell’INPS Pasquale Tridico, riferimento dell’area riformista e progressista; e il giornalista e attivista Francesco Toscano, portabandiera di una proposta alternativa.

Il fronte del centrodestra con Occhiuto

Lo scenario più definito è quello che ruota attorno a Roberto Occhiuto, pronto a tentare il bis. Il centrodestra ha già avviato una campagna organizzata, con l’intento di confermare in blocco i suoi uscenti. Un segnale chiaro di continuità, a cui si aggiunge il peso di amministratori locali e figure politiche radicate sul territorio. Tra i consiglieri regionali e assessori uscenti pronti alla ricandidatura troviamo: Pierluigi Caputo, Gianluca Gallo, Katya Gentile, Pasqualina Straface, Pietro Molinaro, Luciana De Francesco, Sabrina Mannarino. A loro si affiancano figure di partito con incarichi provinciali: il segretario cosentino di Fratelli d’Italia Angelo Brutto e quello di Noi Moderati Riccardo Rosa, entrambi in corsa per un seggio a Palazzo Campanella. In Fdi inoltre c’è ancora da sciogliere la riserva a livello nazionale circa la scesa in campo dei parlamentari nazionali calabresi. Non mancano i cosiddetti “outsider” interni, cioè nomi non parlamentari ma radicati localmente. Tra questi spicca Francesco Spadafora, consigliere comunale di minoranza a Cosenza per Fratelli d’Italia, già recordman di preferenze alle amministrative del 2016 e del 2021. Con lui, pronta a competere anche l’ex consigliere comunale di Cosenza Sergio De Cicco, oggi nelle fila dei Noi Moderati. Ampio spazio viene dato alle amministratrici: in campo c’è la sindaca di San Giovanni in Fiore e presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro, figura di rilievo istituzionale e possibile carta pesante nella partita delle preferenze. Allo stesso modo, i rumors segnalano la disponibilità del sindaco di Santa Maria del Cedro e di altri primi cittadini pronti a scendere in campo. È un mosaico che conferma la forza organizzativa del centrodestra cosentino, che mira a blindare il consenso partendo da sindaci, consiglieri e dirigenti di lungo corso.

Il campo riformista con Pasquale Tridico

Sul fronte opposto, l’area progressista e riformista che sostiene Pasquale Tridico vive una fase di fermento. Nonostante il quadro sia meno definito rispetto al centrodestra, i nomi circolati delineano un cantiere politico che prova a tenere insieme anime diverse. A Cosenza si fanno strada figure legate al Partito Democratico e a realtà civiche. Si parla della possibile candidatura di Bianca Rende, consigliera comunale, già protagonista di diverse battaglie politiche cittadine. Con lei potrebbe correre il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, anche lui espressione del PD. Dal territorio di Rende, sempre cruciale per gli equilibri della provincia, emergono altri nomi forti: l’assessore comunale Pina Incarnato e l’ex consigliere comunale Amerigo Castiglione, che potrebbe affiancare il progetto riformista in sostegno a Tridico. Attorno al riformismo cosentino resta attivo lo storico gruppo ispirato da Sandro Principe, che da tempo ragiona sulla possibilità di convergere con il progetto Tridico. In questo quadro, il rischio di sovrapposizioni o frammentazioni è alto, ma la spinta verso una lista competitiva resta concreta. Un altro nome in circolazione è quello dell’assessora Francesca Battaglia, che rappresenterebbe la componente più giovane e dinamica dell’area progressista.

L’orbita di Francesco Toscano

Al di fuori dello schema bipolare, prova a farsi largo il progetto di Francesco Toscano, leader di una proposta politica che si definisce “alternativa” sia al centrodestra di Occhiuto che ai progressisti di Tridico. Toscano punta a intercettare il voto di protesta, quello degli scontenti e degli elettori che non si riconoscono nelle due grandi coalizioni. Il suo campo è ancora in costruzione, ma non mancano indiscrezioni su ex amministratori locali e figure provenienti da esperienze civiche che potrebbero convergere. Toscano gioca la carta dell’anti-sistema, con un linguaggio diretto che parla di autonomia dalle logiche tradizionali.

Movimento 5 Stelle: conferme e nuovi innesti

Nel frattempo, anche il Movimento 5 Stelle cerca di rafforzare la sua presenza. In campo c’è Davide Tavernise, pronto a tentare il bis dopo l’esperienza già vissuta a Palazzo Campanella. Al suo fianco potrebbe esserci l’ex deputata Elisa Scutellà, che darebbe manforte alla lista pentastellata. Il M5S si trova davanti a una sfida delicata: provare a non restare schiacciato dal peso delle due coalizioni principali e ritagliarsi spazi di rappresentanza autonoma, magari agganciandosi ad alleanze locali che consentano di superare la soglia di sbarramento.

Sindaci e outsider in bilico

Accanto alle forze organizzate, si muovono figure che possono sparigliare le carte. Il giovane sindaco di Morano Calabro Paolo Pappaterra è tra i nomi che circolano con insistenza. Dal fronte dei “big” cosentini, spunta la possibile ricandidatura di due uscenti: Mimmo Bevacqua e Franco Iacucci, entrambi in attesa di conferme definitive. C’è poi la variabile legata all’ex deputata Enza Bruno Bossio, nome che potrebbe rimescolare gli equilibri interni al centrosinistra. Il panorama si arricchisce con il consigliere regionale uscente Giuseppe Graziano e l’ex sindaco di Cariati Filomena Greco, entrambi legati all’area riformista e pronti a dire la loro.

Focus sull’area urbana cosentina

L’area urbana di Cosenza e Rende, storicamente, ha un peso specifico enorme nelle elezioni regionali. Qui si concentrano liste, segreterie di partito e bacini elettorali decisivi. Il Partito Democratico punta su Bianca Rende e Giuseppe Mazzuca, mentre nell’orbita riformista restano vivi i contatti con Amerigo Castiglione e Pina Incarnato. Per il centrodestra, l’area cosentina è terreno di caccia di figure come Katya GentilePasqualina StrafacePierluigi Caputo e Luciana De Francesco. L’equilibrio finale dipenderà dalla capacità dei singoli di trainare pacchetti di preferenze, spesso legati a rapporti personali più che a dinamiche di partito.

Donne in campo

La rappresentanza femminile in questa tornata appare particolarmente nutrita. Dal centrodestra spiccano Katya GentilePasqualina StrafaceLuciana De FrancescoSabrina MannarinoRosaria Succurro. Dal fronte progressista troviamo Bianca RendeEnza Bruno BossioPina IncarnatoFrancesca BattagliaElisa ScutellàRossellina Madeo. Una presenza importante che non solo risponde alle esigenze di parità di genere, ma segnala anche il radicamento di molte amministratrici locali.

La partita delle preferenze

Il tema delle preferenze resta cruciale. In provincia di Cosenza si vota spesso più per il candidato che per il simbolo di partito. Emblematico il caso di Francesco Spadafora, che alle amministrative del 2016 e del 2021 aveva collezionato numeri da record, guadagnandosi la definizione di “macchina di voti”. Il centrodestra punta a capitalizzare le sue figure più forti in questo senso, mentre i progressisti cercano di costruire liste che sommino voti personali anziché disperderli. La logica del voto disgiunto e delle preferenze incrociate rischia di determinare gli equilibri finali.

Le scadenze come spartiacque

Oltre ai nomi, contano le date. 22 agosto 2025: apertura ufficiale della raccolta firme. 5 settembre 2025: chiusura della raccolta e deposito delle liste. Chi non riuscirà a presentare la documentazione nei tempi, resterà fuori dalla competizione. Una corsa contro il tempo che obbliga partiti e candidati a organizzarsi sul territorio, presidiare i comuni, raccogliere firme e certificazioni. Non si tratta solo di burocrazia, ma di una vera e propria prova di forza.

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