Una scalinata per Rossano: un’idea dimenticata che può ridare vita al centro storico

C’è stato un tempo in cui, tra i tavoli delle discussioni politiche e associative, si immaginava un centro storico diverso. Al posto dei tornanti che oggi segnano il cuore antico di Rossano, si progettava una gradinata monumentale, ispirata alla scenografia di Piazza di Spagna a Roma. Non era un sogno da cartolina, ma un’ipotesi concreta: trasformare un’area di passaggio anonima in uno spazio urbano vivo, dove architettura e socialità si intrecciano. L’idea non fu mai realizzata, persa tra rinvii, priorità spostate altrove e mancanza di coraggio. Eppure oggi, a distanza di anni, potrebbe tornare di attualità. Non come nostalgia, ma come necessità.

Perché una scalinata cambierebbe l’arredo urbano

Il centro storico soffre di un limite evidente: i suoi spazi pubblici non dialogano più con chi li abita. Le piazze sono spesso residuali, i vicoli restano suggestivi ma poco vissuti, e i luoghi di aggregazione sono scarsi. Una scalinata, invece, non è solo un’opera di bellezza architettonica: diventa arredo urbano funzionale. Gradini ampi, comodi, capaci di ospitare giovani seduti a chiacchierare, famiglie in sosta, turisti curiosi. Un luogo in cui fermarsi, incontrarsi, vivere. Una struttura che si presta anche a eventi culturali diffusi, concerti acustici, letture, spettacoli di strada. In altre parole: uno spazio che genera vita, non solo transito.

Effetto ricettivo e nuova attrattività

Non si tratta solo di estetica. Una scalinata di questo tipo cambierebbe anche l’economia di quel luogo. Attorno a un’area  attrattiva nascono attività: piccoli bar, botteghe artigiane, strutture ricettive diffuse. L’effetto calamita di un intervento iconico porta visitatori, e i visitatori generano opportunità. Rossano, che custodisce tesori artistici e religiosi, rischia spesso di restare ferma nella contemplazione del passato. Ma la cultura, se non si accompagna a luoghi di socialità, non basta a generare movimento. Una scalinata sarebbe un segno contemporaneo dentro la storia, un invito a restare invece che a passare.

Oltre i progetti già avviati

Oggi il dibattito cittadino guarda a piani di riqualificazione, manutenzioni, incentivi. Tutti interventi utili, ma che rischiano di restare ordinari. Mancano visioni capaci di spostare l’attenzione, di produrre un salto simbolico. Riprendere in mano un’idea come quella della scalinata significa dire che non basta rifare i marciapiedi o restaurare facciate. Serve un progetto che diventi immagine riconoscibile, simbolo di rinascita. Rossano ha bisogno di un gesto urbano che parli al futuro, che ricordi a chi parte e a chi arriva che qui la città continua a vivere.

Un’occasione di identità collettiva

Le città non cambiano solo con il cemento. Cambiano quando le persone si riconoscono in un progetto. La scalinata avrebbe questo potere: costruire un nuovo senso di appartenenza. Non un’opera calata dall’alto, ma uno spazio di tutti, vissuto quotidianamente.
I giovani la userebbero per sedersi e socializzare, gli anziani per sostare senza sentirsi fuori luogo, i turisti per scattare foto che circolerebbero come biglietto da visita. Un nuovo luogo iconico può diventare memoria collettiva, così come lo è stata la stessa Piazza di Spagna per Roma.

Un invito a guardare avanti

Forse oggi è il momento giusto per rimettere in circolo quella vecchia idea. Non come semplice riproposizione, ma come stimolo a pensare il centro storico con occhi diversi. Ciò che conta non è copiare modelli, ma adattarli al contesto: gradini che diventano salotto, un punto panoramico, una cornice per gli eventi estivi.
In un’epoca in cui si discute di turismo esperienziale, di borghi che tornano a vivere, Rossano non può restare ferma. La scalinata è un simbolo, ma dietro quel simbolo c’è un messaggio chiaro: servono soluzioni coraggiose, non solo manutenzione ordinaria.

Matteo Lauria – Direttore I&C

Articoli correlati: