CORIGLIANO-ROSSANO – La marineria di Schiavonea è allo stremo e il grido d’allarme arriva direttamente dai banchi di Palazzo Bianchi. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, a seguito di un vertice con i pescatori locali, ha inviato una dura nota istituzionale al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e all’Assessore regionale Gianluca Gallo, chiedendo interventi immediati per scongiurare il collasso definitivo del settore.
Il caro-carburante blocca le reti
Il cuore del problema è il prezzo del gasolio, raddoppiato a causa delle tensioni internazionali. Una situazione che rende antieconomica l’uscita in mare: molte imbarcazioni restano ormeggiate perché il ricavato della vendita del pesce non copre nemmeno i costi vivi del viaggio.
«Con il gasolio a questi prezzi, per molti pescatori non vale più la pena uscire», dichiara Stasi. Il Sindaco punta il dito contro i meccanismi di ristoro attuali, giudicandoli insufficienti: se le barche non operano, non consumano carburante e, paradossalmente, restano escluse dagli aiuti legati ai consumi effettuati.
Le tre richieste chiave al Ministero e alla Regione
Nella nota inviata a Roma e Catanzaro, il Primo Cittadino articola tre punti fondamentali:
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Liquidazione del Fermo Biologico: Sblocco immediato delle somme relative agli anni 2023, 2024 e 2025, risorse vitali già attese dai lavoratori.
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Semplificazione FEAMPA: Automatizzare le procedure per l’erogazione dei fondi europei per la pesca, riducendo la burocrazia che oggi frena i pagamenti.
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Sostegni diretti: Attivazione di misure straordinarie che non tengano conto solo dei consumi passati, ma che permettano concretamente la ripartenza delle attività.
L’appello alla mobilitazione: «Tutti a Roma»
Stasi non si limita alla diplomazia istituzionale e lancia un appello alle associazioni di categoria per una mobilitazione nazionale. «Serve una grande manifestazione delle marinerie d’Italia a Roma – incalza il Sindaco – magari in sinergia con autotrasportatori ed agricoltori. Le altre Regioni si stanno muovendo più velocemente della nostra: non si può aspettare la prossima campagna elettorale per dare risposte a chi lavora».
La crisi della pesca non colpisce solo i marinai, ma l’intero indotto del Porto di Corigliano, dal mercato ittico comunale ai servizi di commercializzazione, pilastri fondamentali dell’economia della Sibaritide che oggi rischiano un fermo irreversibile.
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