AMENDOLARA – Un piano massiccio di interventi strutturali per blindare il centro storico e contrastare l’erosione calanchiva. L’Amministrazione comunale di Amendolara, guidata dal sindaco Maria Rita Acciardi, ha formalizzato una nuova richiesta di finanziamento per un valore complessivo di circa 2 milioni e 700 mila euro.
L’istanza si inserisce nelle procedure di ricognizione del rischio residuo (Ordinanza OCDPC n. 1180/2026) avviate a seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito il territorio lo scorso gennaio.
Focus sul Centro Storico: via Cavour e Piazza Garibaldi
L’area d’intervento individuata dai tecnici comunali riguarda il cuore del borgo antico, nello specifico il versante sud e sud-ovest, lungo l’asse di via Cavour e piazza Garibaldi. Si tratta di una zona morfologicamente fragile, storicamente soggetta a fenomeni erosivi che minacciano la stabilità del sottosuolo e, di conseguenza, delle abitazioni sovrastanti.
«Proseguiamo con determinazione nell’azione di messa in sicurezza del nostro territorio – fa sapere l’Esecutivo – dando continuità agli interventi già avviati. Questo progetto è un passo concreto per rafforzare la resilienza del centro storico e tutelare l’incolumità dei cittadini».
Il progetto: indagini geofisiche e micropali
L’intervento non si limiterà a opere superficiali, ma prevede soluzioni ingegneristiche profonde:
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Consolidamento strutturale: Realizzazione di paratie di micropali per stabilizzare il versante.
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Indagini avanzate: Utilizzo di rilievi geofisici per mappare le cavità del sottosuolo e prevenire cedimenti.
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Regimazione delle acque: Opere per il controllo delle acque meteoriche, principale causa dell’erosione dei calanchi.
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Riqualificazione: Rifacimento dei sottoservizi e della pavimentazione in pietra naturale, per coniugare sicurezza e decoro urbano.
Prossimi passi
L’Amministrazione comunale monitorerà ora l’iter burocratico presso la Protezione Civile e la Regione Calabria. L’obiettivo è ottenere il via libera definitivo per trasformare il progetto in cantiere, garantendo una protezione duratura a una delle aree più suggestive e vulnerabili dell’alto Ionio cosentino.
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