REGGIO CALABRIA – Rafforzare la rete dei servizi riabilitativi e semplificare l’iter burocratico per i giovani professionisti. Sono questi i pilastri del confronto istituzionale svoltosi presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria tra i Presidenti degli Ordini dei Fisioterapisti calabresi e il consigliere regionale Domenico Giannetta, capogruppo di Forza Italia e medico chirurgo.
Un tavolo per la sanità territoriale
All’incontro hanno preso parte i rappresentanti degli Ordini territoriali Marco De Luca, Giuseppe Celestino e Francesco Saverio Laraia. Il dibattito si è concentrato sulla necessità di ripensare il ruolo del fisioterapista non più come figura isolata, ma come perno di un sistema di cure multidisciplinare, essenziale per rispondere ai bisogni di una popolazione calabrese con un’età media in costante aumento e patologie croniche diffuse.
Semplificazione e omogeneità: la sfida dei nuovi studi
Uno dei punti più significativi discussi durante il tavolo riguarda l’apertura dei nuovi centri fisioterapici. Ad oggi, i neo-iscritti si scontrano spesso con una giungla burocratica che varia da provincia a provincia. «L’obiettivo – è emerso dal confronto – è quello di agevolare, in modo legittimo e omogeneo su tutto il territorio calabrese, l’avvio degli studi professionali, uniformando le procedure e rendendo i percorsi autorizzativi più snelli e trasparenti».
Innovazione e prossimità
L’onorevole Giannetta ha ribadito la volontà delle istituzioni di promuovere politiche sanitarie capaci di valorizzare le competenze specialistiche, puntando su:
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Integrazione territoriale: portare la fisioterapia fuori dai grandi ospedali e più vicina al domicilio dei pazienti.
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Innovazione e formazione: sostenere l’aggiornamento continuo e l’uso di nuove tecnologie nella riabilitazione.
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Efficienza del sistema: ridurre le liste d’attesa attraverso una rete di servizi qualificati e facilmente accessibili.
Il dialogo avviato a Palazzo Campanella segna un passo concreto verso una sanità integrata, dove la fisioterapia smette di essere considerata un “accessorio” della cura per diventare parte integrante e fondamentale del diritto alla salute in Calabria.
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