Due incendi in 24 ore all’interno del cantiere dell’ospedale della Sibaritide, una struttura attesa da anni e più volte al centro di inchieste, riassegnazioni e rallentamenti. Un episodio che ha riacceso l’attenzione sul destino dell’opera e che ha spinto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ad annunciare un’immediata ripartenza dei lavori con400 unità impiegate «a pieno regime». Sulla vicenda è intervenuto il segretario generale CGIL Pollino, Sibaritide e Tirreno, Andrea Ferrone, che ha parlato di “ipotesi inquietanti” e chiesto un momento di chiarezza tra istituzioni, sindacato e forze dell’ordine: «Le ipotesi in campo sono diverse, si va dal ritardo nei lavori a scenari legati alla criminalità. È inquietante che dopo un primo incendio, verificatosi mercoledì durante il nostro incontro col prefetto, ne sia seguito un secondo a distanza di sole 24 ore, interessando gli stessi piani del cantiere e in orario di piena attività». Ferrone esprime solidarietà ai lavoratori colpiti dal fumo, per fortuna senza gravi conseguenze. Ma punta il dito sulla necessità di affrontare la vicenda in maniera sistemica. «Il presidente Occhiuto parla di forze del male: siamo tutti d’accordo sulla necessità di combatterle. Ma servono atti concreti. Così come siamo stati presenti noi sindacalisti in cantiere sin da subito, ci aspettiamo che anche la Regione mantenga alta l’attenzione e promuova un confronto istituzionale vero. L’idea è quella di una convocazione in Prefettura con tutti i soggetti coinvolti: impresa, sindacati, Regione. Solo così si potrà comprendere cosa stia realmente accadendo».
Consegna lavori: penale per ogni giorno di ritardo
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