Economia del mare e Autonomia, l’allarme di Greco (IV): «Senza una strategia rischiamo lo spopolamento anche delle coste»

CATANZARO – Non solo le aree interne: in Calabria anche le comunità costiere rischiano un progressivo e drammatico svuotamento economico e sociale. A lanciare l’allarme è Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, che chiede alla Giunta Occhiuto un cambio di passo radicale attraverso l’adozione di una vera e propria politica industriale e strategica dedicata agli oltre 800 chilometri di costa della regione.

Secondo l’esponente renziana, la mancanza di una visione d’insieme, unita agli effetti potenzialmente penalizzanti dell’autonomia differenziata, rischia di condannare la Calabria a una nuova e massiccia ondata di emigrazione giovanile.

Una cabina di regia unica contro la frammentazione

Per Filomena Greco l’errore principale risiede nell’affrontare le risorse marittime a compartimenti stagni. Da qui la proposta di creare una struttura regionale specificamente dedicata all’economia del mare (Blue Economy), capace di mettere in rete e coordinare i diversi settori chiave:

«Pesca, cantieristica nautica, turismo, portualità, depurazione ed erosione costiera devono rientrare in una visione unica e di lungo periodo – spiega la consigliera regionale –. Non si può slegare la qualità ambientale dallo sviluppo. La riorganizzazione del servizio idrico con Arrical è partita, ma ora serve efficienza reale: non esiste economia del mare senza un mare pulito».

Cantieristica nautica: l’eccellenza da esportazione

Nel suo intervento, Greco accende i riflettori su un settore industriale calabrese spesso sottovalutato ma fortemente competitivo sui mercati internazionali: la cantieristica nautica.

La presenza di maestranze qualificate, imprese specializzate e un solido indotto dimostra che il territorio possiede già le competenze necessarie per strutturare un polo produttivo di livello. Per farlo decollare, tuttavia, la Regione deve accompagnare le aziende con investimenti mirati e percorsi di formazione specialistica, sfruttando la filiera che va dagli istituti nautici fino ai laboratori di ricerca delle università calabresi.

Il nodo Bolkestein e il sostegno ai Comuni costieri

Sul fronte caldissimo delle concessioni demaniali marittime, la consigliera di Italia Viva rivendica il proprio voto favorevole ai provvedimenti d’urgenza approvati in Consiglio regionale («un atto di responsabilità per tutelare migliaia di famiglie e imprese balneari»), ma avverte che il recepimento della direttiva Bolkestein necessita di soluzioni giuridiche solide e durature a livello nazionale per garantire certezze agli operatori e sbloccare gli investimenti privati a lungo termine.

Parallelamente, viene chiesto un maggiore supporto economico e tecnico ai Municipi: «Molti Comuni costieri sono lasciati soli nella complessa gestione dei porti turistici, della manutenzione dei lungomari e della pulizia delle spiagge. Senza risorse, gli enti locali non possono fare miracoli».

Turismo h24 per 365 giorni l’anno

L’obiettivo finale resta la destagionalizzazione, superando il vecchio modello del turismo limitato a poche settimane d’agosto. La Calabria, secondo Greco, ha tutte le carte in regola per attrarre flussi internazionali 365 giorni all’anno valorizzando asset specifici:

  • Turismo subacqueo: Immersioni guidate nei fondali regionali.

  • Archeologia subacquea: Valorizzazione dei reperti sommersi lungo le coste.

  • Biodiversità e parchi: Sinergia con le aree marine protette e i parchi marini regionali.

  • Diportismo: Una rete integrata dei porti turistici per l’accoglienza delle imbarcazioni.

«In un momento in cui il dibattito sull’autonomia differenziata rischia di accentuare i divari infrastrutturali ed economici tra Nord e Sud – conclude Filomena Greco – la Calabria non può permettersi di restare immobile. Il mare è la nostra principale leva di riscatto occupazionale».

La Proposta: I Pilastri della “Blue Economy” Calabrese

  • Governance: Istituzione di una struttura regionale unica di coordinamento.

  • Ambiente: Efficientamento dei depuratori tramite Arrical e contrasto all’erosione costiera.

  • Industria: Finanziamenti e formazione per il polo della cantieristica nautica.

  • Ricerca: Creazione di una rete stabile tra Università, ITS e Parchi Marini.

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