Editoriale. Infrastrutture, sarà il Governo del cambiamento nei fatti o nelle parole?

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La legge di bilancio che in questi giorni il Governo Lega-M5S propone al Paese viene contestata dall’Europa.

Per quale ragione?

Perché si ritiene che il corposo investimento previsto per il reddito di cittadinanza e per la flat tax non consentiranno allo Stato italiano di ottenere un ritorno, in termini di entrate, necessario ad attenuare, quindi a far diminuire, il nostro ingente debito pubblico.

Quali sono, allora, gli investimenti che bisogna promuovere per produrre ricchezza e per attenuare il nostro enorme debito pubblico?

Lo ha spiegato in modo chiaro, ancor meglio dell’Europa, il Ministro agli Affari Europei Paolo Savona che, nei giorni scorsi, ha parlato di “condizioni di base” per poter “conquistare mercato”. Il Ministro ha semplicemente dichiarato che l’Italia può attenuare il proprio debito pubblico e può contestualmente creare un maggiore benessere se decide di investire in infrastrutture.

Il problema, a questo punto, è sempre il solito: la coperta è troppo corta. Se il Governo investe nel reddito di cittadinanza e nella flat tax non ha i soldi per investire in nuove infrastrutture e viceversa.

Così è nata l’idea dei CIR (Conti individuali di Risparmio): se i cittadini residenti in Italia decidono di acquistare dei Titoli di Stato otterranno dei vantaggi fiscali. Un’azione, si è detto, che nelle intenzioni del Governo riuscirà a fruttare 15 miliardi di euro che saranno investiti in infrastrutture.

A questo punto non rimane che auspicare che tutto vada bene ma, allo stesso tempo, è necessaria una riflessione sul “cambiamento”.

Nei giorni scorsi la Calabria ha ricevuto la prima visita del nuovo Ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli che, a Reggio Calabria, ha dichiarato di essere convinto che la ripartenza dell’Italia nasce dal Sud ed, in particolare, dalla nostra regione.

Condivido ciò che afferma il Ministro Toninelli ed aggiungo che bisognerebbe informarlo di alcuni dati di fatto incontrovertibili e banalmente verificabili.

Innanzitutto la Calabria è la regione d’Italia che ha meno infrastrutture (Istat).

C’è di peggio.

Negli ultimi 30 anni l’Italia ha investito in infrastrutture prevalentemente al Nord  dove ha impegnato il 70% delle risorse utilizzate mentre al Sud ha destinato solo il 30% e, di questo, alla Calabria non è arrivato neanche il 3%. Basta guardarsi intorno per chiedersi quale significativa nuova infrastruttura è stata costruita nella nostra Regione negli ultimi 30 anni per capire cosa è realmente accaduto.

Per questa ragione occorre auspicare che questi 15 miliardi di euro previsti dai CIR ed utilizzati in investimenti in infrastrutture siano impegnati in modo da destinarne il 30% al Nord, il 70% al Sud e di questi, non pretendo il 93%, ma almeno 4,5 miliardi di euro alla Calabria.

Nell’ottica di questo auspicato e reale cambiamento non sarebbe neanche male prevedere una ripartizione di questa somma in modo da garantire 500 milioni di euro per le infrastrutture sul versante tirrenico, un miliardo di euro per le infrastrutture nelle aree interne e 3 miliardi di euro per le infrastrutture sul versante jonico.

Finalmente un Governo che decide di cambiare l’Italia partendo dal Sud e, soprattutto, dalla Calabria e, magari, dalla strada Statale 106.

Basterebbero 3 miliardi di euro per realizzare la Sibari – Crotone a 4 corsie. Oppure per l’ammodernamento del tratto Crotone – Simeri Crichi insieme al tratto Squillace – Roccella Joca – Locri. Oppure in alternativa, la Crotone – Catanzaro insieme alla Locri – Reggio Calabria.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Speriamo solo che i 17 parlamentari del M5S eletti in Calabria riusciranno a far capire al “loro” Ministro Toninelli cosa è realmente il “cambiamento”. Perché se non ci riusciranno noi cittadini calabresi saremo di nuovo vittime dell’ennesime inutili promesse politiche di chi, a furia di voler “cambiare” tutto in fretta, non sarà riuscito a “cambiare” proprio un bel niente.

Ing. Fabio Pugliese

Presidente dell’Associazione

“Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”

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