Editoriale. Oltre i reel: politica e marketing nella nuova campagna elettorale in Calabria

In questa campagna elettorale è cambiato tutto. Niente comizi in piazza, pochi volantini, pochi faccia a faccia. Ora la corsa è nei social, soprattutto nei reel: video di trenta secondi, montati come spot pubblicitari, pensati per catturare l’attenzione di chi scorre lo smartphone. Chi fa politica deve farsi notare in pochi istanti. Non può spiegare, deve colpire. Un sorriso, uno slogan, una musica di tendenza: basta questo per ottenere migliaia di visualizzazioni. Un tempo i candidati parlavano davanti a una folla. Si prendevano mezz’ora, un’ora, per spiegare programmi e idee. Era lento, a volte noioso, ma dava la possibilità di capire. Adesso si punta tutto sull’impatto visivo. Conta più come ti presenti che cosa dici. Il discorso politico è diventato un marchio personale. Il programma passa in secondo piano, compresso in poche frasi o link che pochi cliccano. I social danno l’impressione di avvicinare i politici agli elettori. In realtà si tratta di un contatto a senso unico: si guarda, si mette like e si passa oltre. Niente domande, niente confronto, niente contraddittorio. Chi guarda si sente partecipe, ma resta solo spettatore. Se vogliamo scegliere con consapevolezza, i reel non bastano. Sono utili per farsi un’idea su chi si candida, ma non spiegano cosa vuole fare. Per capirlo davvero bisogna leggere i programmi, seguire le interviste, ascoltare i confronti. Non basta chi è più bravo a farsi vedere: serve chi ha contenuti solidi.

Matteo Lauria – Diretto I&C

Articoli correlati: