Editoriale | Villaggi pieni, città vuote: il turismo che non lascia tracce

L’editoriale di Matteo Lauria – Ogni estate la Sibaritide si riempie di turisti. Migliaia di persone arrivano nei grandi villaggi turistici  e ricettivi che costeggiano il mare di Corigliano Rossano e dell’intero comprensorio. I numeri, almeno sulla carta, sono importanti: migliaia di posti letto, strutture che lavorano per mesi a pieno regime, flussi consistenti che dovrebbero rappresentare una straordinaria opportunità economica per il territorio. Eppure una domanda continua a rimanere senza risposta: quanto di questa ricchezza arriva davvero nelle città che ospitano queste strutture?

Basta fare un giro nei centri urbani per accorgersi che qualcosa non torna. Le serrande abbassate aumentano, le attività commerciali chiudono, molti imprenditori denunciano difficoltà crescenti. Le associazioni di categoria lanciano segnali d’allarme sempre più frequenti. Ci sono commercianti alle prese con debiti, conti correnti bloccati, difficoltà di approvvigionamento e margini sempre più ridotti. Una crisi che non sembra compatibile con la presenza, a pochi chilometri di distanza, di decine di migliaia di presenze turistiche ogni stagione.

Per questo sarebbe utile avviare uno studio serio, approfondito e soprattutto indipendente. Occorre capire quanti ospiti dei grandi villaggi escano realmente dalle strutture per visitare Corigliano Rossano o i centri della Sibaritide, acquistare nei negozi cittadini, cenare nei ristoranti del territorio, partecipare ad eventi culturali o scoprire le bellezze storiche e archeologiche della Sibaritide. Se questi numeri fossero bassi, e molti indizi fanno pensare che lo siano, bisognerebbe interrogarsi sul modello turistico adottato negli ultimi decenni.

Esistono infatti strutture ricettive che assomigliano sempre più a sistemi chiusi. Luoghi dove il turista trova tutto: ristorante, animazione, spiaggia, bar, servizi e intrattenimento. Un modello legittimo dal punto di vista imprenditoriale, ma che rischia di produrre effetti limitati sull’economia circostante. In alcuni casi perfino i residenti hanno difficoltà ad accedere a questi spazi, che finiscono per vivere separati dal territorio che li ospita.

La vera sfida non è avere più turisti. La vera sfida è fare in modo che il turismo generi valore diffuso. Servono villaggi aperti, collegamenti con i centri storici, accordi con commercianti, percorsi culturali, eventi condivisi e incentivi che spingano gli ospiti a vivere il territorio oltre i cancelli delle strutture.

Corigliano Rossano e la Sibaritide non possono limitarsi a ospitare turisti. Devono diventare una destinazione. E per riuscirci bisogna prima capire, dati alla mano, quanto il turismo attuale stia davvero contribuendo alla crescita economica della comunità. Perché un territorio pieno di visitatori ma con negozi che chiudono è una contraddizione che non può essere ignorata. Attendiamo l’esito della stagione che sta per iniziare per vedere se qualcosa muta, ma si nutrono forti dubbi. 

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