L’Elaiopolio di Rossano torna al centro dell’attenzione istituzionale. Il consigliere comunale Antonio Uva ha inviato un nuovo sollecito agli enti competenti per richiamare l’atto già trasmesso il 12 luglio 2025, rimasto senza riscontro.
Nel documento più recente, datato 25 gennaio 2026, Uva ribadisce la necessità di intervenire su una struttura pubblica inutilizzata da decenni, situata in un’area strategica della città e dotata di ampi spazi coperti e terreni agricoli adiacenti.
«Non è più accettabile il silenzio istituzionale di fronte a sollecitazioni concrete e proposte praticabili», scrive il consigliere, richiamando l’urgenza di una decisione chiara sul destino dell’immobile.
Nel primo atto formale, indirizzato a Regione Calabria, Ministero dell’Agricoltura, Arsac e Comune, veniva chiesto di avviare un percorso condiviso per il recupero e il riutilizzo dell’ex Elaiopolio, realizzato con fondi pubblici e mai entrato in funzione. La struttura, pur segnata dal degrado, risulta ancora recuperabile.
Tra le ipotesi avanzate, la destinazione a servizi pubblici, spazi produttivi, sedi istituzionali e, soprattutto, la trasformazione in presidio logistico operativo della Protezione civile, a servizio di un comprensorio di circa trecentomila abitanti esposto a rischi ambientali e climatici.
Nel sollecito, Uva sottolinea come l’area presenti caratteristiche di ampiezza, accessibilità e posizione tali da renderla idonea a ospitare uomini, mezzi e attrezzature in caso di emergenze. Una funzione che garantirebbe interventi rapidi e una presenza operativa diffusa sul territorio.
«È dovere di chi governa dare seguito a proposte serie che vanno incontro alla sicurezza dei cittadini e alla tutela del patrimonio pubblico», conclude il consigliere, riservandosi ulteriori azioni istituzionali affinché la vicenda non venga archiviata senza risposte.
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