Emergenza incendi nel Pollino: indagini serrate, caccia ai piromani e polemiche politiche

Non si ferma l’emergenza incendi che negli ultimi giorni ha devastato vaste aree del Pollino e del Cosentino, lasciando dietro di sé centinaia di ettari di bosco in fumo, danni ambientali ingenti e un acceso confronto politico sulle responsabilità e sulla gestione dell’emergenza. Mentre le fiamme vengono progressivamente domate grazie all’intervento di Vigili del Fuoco, Protezione civile, Calabria Verde, volontari e mezzi aerei, la priorità delle Procure di Castrovillari e Cosenza resta ora individuare chi ha appiccato i roghi.

Le indagini si concentrano su diversi punti d’innesco ritenuti sospetti. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, immagini delle telecamere e riprese effettuate con droni, mentre gli esperti eseguono rilievi tecnici per ricostruire la dinamica degli incendi. Tra gli episodi più inquietanti emerge il presunto utilizzo di stracci imbevuti di liquido infiammabile e persino di gatti morti cosparsi di benzina come esche per propagare il fuoco, elementi che saranno verificati nell’ambito delle inchieste.

Per favorire l’individuazione dei responsabili, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente ha annunciato una ricompensa di mille euro destinata a chi fornirà informazioni utili all’identificazione dei piromani. L’obiettivo è rompere il muro di omertà e consentire alle forze dell’ordine di assicurare alla giustizia gli autori di un attacco che ha colpito uno dei patrimoni naturalistici più importanti della Calabria.

Parallelamente cresce lo scontro politico. Fratelli d’Italia di Castrovillari ha respinto le accuse provenienti dal circolo locale, invitando ad attendere gli esiti delle indagini prima di avanzare ipotesi sulle responsabilità. Di segno opposto la posizione del Movimento 5 Stelle, che attraverso la capogruppo regionale Elisa Scutellà critica la gestione dell’emergenza e denuncia presunte carenze nella prevenzione e nello spegnimento dei roghi.

Mentre la magistratura continua il proprio lavoro, resta la conta dei danni: boschi distrutti, habitat compromessi e comunità costrette a convivere con la paura. La sfida, adesso, è assicurare i responsabili alla giustizia e rafforzare le attività di prevenzione affinché un simile disastro non si ripeta.

Articoli correlati: