Una nuova esondazione del fiume Crati ha colpito il territorio, provocando gravi danni e riportando la popolazione in una situazione di emergenza già vissuta in passato. L’ennesimo straripamento, definito dai residenti come una tragedia annunciata, ha messo in ginocchio famiglie e attività locali, riaccendendo la polemica sulla mancata messa in sicurezza del corso d’acqua.
A seguito dell’accaduto, un gruppo di cittadini ha deciso di costituire un comitato spontaneo denominato “I Guardiani del Crati”. L’obiettivo è seguire direttamente gli sviluppi della vicenda, interloquire con le istituzioni competenti e accertare eventuali responsabilità.
I promotori dell’iniziativa ricordano come il territorio stia ancora affrontando le conseguenze dell’alluvione del 2018, per la quale – denunciano – non sarebbero mai arrivati risarcimenti adeguati, nemmeno per le ingenti perdite di bestiame registrate all’epoca. Oggi, con questo nuovo e grave straripamento, la situazione economica e sociale appare ancora più critica.
“Attualmente siamo completamente in ginocchio – spiegano dal comitato – e senza aiuti economici non riusciremo a ripartire”. Oltre alla richiesta di sostegni immediati, i cittadini sottolineano di non essere più disposti a vivere in condizioni di precarietà costante, tra difficoltà materiali e il timore che una futura esondazione possa causare vittime.
Il comitato chiederà formalmente alle istituzioni di essere ascoltato e informato sull’iter per l’erogazione degli aiuti economici promessi. Tra le priorità indicate vi è anche l’avvio immediato dei cantieri per la messa in sicurezza del fiume Crati.
A firmare la nota è Mario Oliveto, presidente del comitato “I Guardiani del Crati”.
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