L’ex procuratore di Castrovillari era già stato assolto definitivamente dall’accusa di corruzione. Resta aperta la questione della mancata conferma nell’incarico.
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Il 18 luglio 2025 Facciolla era stato assolto da entrambe le accuse. Per il falso, i giudici avevano pronunciato l’assoluzione per non aver commesso il fatto, applicando il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale.
L’inchiesta riguardava il periodo in cui il magistrato guidava la Procura di Castrovillari. L’accusa di corruzione ipotizzava l’assegnazione di incarichi per intercettazioni a una società in cambio di una scheda telefonica e di un impianto di videosorveglianza: una ricostruzione che non ha trovato conferma nel processo.
La contestazione di falso riguardava invece presunte irregolarità negli atti investigativi, emerse durante accertamenti su un maresciallo dei carabinieri forestali. Gli atti erano stati trasmessi alla Procura di Salerno, competente per le indagini sui magistrati del distretto di Catanzaro.
Alla vicenda penale si affianca quella sulla mancata conferma di Facciolla alla guida della Procura di Castrovillari. Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento della delibera con cui il Csm aveva negato il rinnovo dell’incarico.
Secondo i giudici amministrativi, le valutazioni sulla carriera devono basarsi su fatti concretamente accertati. L’annullamento non comporta però il ritorno automatico di Facciolla alla guida dell’ufficio: spetta al Csm dare esecuzione alla sentenza.






