Corigliano-Rossano, 18 settembre 2026 – Un protocollo tra associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e imprese, la prospettiva di una sede di ACIA a Corigliano-Rossano e nuovi rapporti economici nei settori dell’agricoltura, dell’energia, della logistica e della formazione. Sono i principali risultati emersi dal Forum Italia-Africa “Calabria-Mali”, organizzato all’Hotel Bisanzio Resort su iniziativa del senatore Ernesto Rapani.
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All’incontro hanno partecipato imprenditori del Mali, imprese della Sibaritide, rappresentanti delle categorie produttive e sigle sindacali. Il confronto ha permesso di individuare ambiti di collaborazione e strumenti utili a trasformare i contatti avviati in progetti industriali, commerciali e formativi.
La giornata si è sviluppata attraverso relazioni tecniche e incontri diretti tra gli operatori, con l’obiettivo di verificare compatibilità, fabbisogni e possibili investimenti. Il dialogo ha riguardato anche le condizioni necessarie per accompagnare le aziende calabresi verso il mercato maliano: sostenibilità economica dei progetti, valutazione dei rischi, tutela degli investimenti e coinvolgimento delle istituzioni. La delegazione ha confermato l’interesse per competenze e tecnologie disponibili sul territorio, ponendo al centro la creazione di filiere capaci di generare occupazione in entrambe le aree.
«Questa missione deve trasformare la cooperazione tra Italia e Africa, e in particolare tra Calabria e Mali, in progetti concreti – ha dichiarato Rapani –. L’obiettivo è formare lavoratori nei loro territori o in Italia, sulla base delle competenze richieste dai diversi settori produttivi, e favorire gli scambi tra imprese nell’agricoltura, nell’agroalimentare, nella logistica, nei trasporti e nella formazione. Dal confronto di oggi è emerso che esistono le condizioni necessarie per dare seguito al progetto».
Il senatore ha indicato anche i prossimi passaggi: «Corigliano-Rossano e la Sibaritide possono assumere un ruolo operativo. Il presidente di ACIA ha manifestato la volontà di aprire in città una sede dell’associazione. Definiremo inoltre un protocollo con le associazioni di categoria e gli imprenditori presenti, da trasmettere alle istituzioni per ottenere il sostegno necessario».

Boukary Ouedraogo, presidente di ACIA, ha illustrato le esigenze della delegazione maliana: «Le imprese cercano in Calabria nuovi partner con cui sviluppare progetti comuni. La missione punta a rafforzare le competenze dei giovani, valorizzare e trasformare i prodotti locali, favorire il trasferimento tecnologico e aprire l’accesso a nuovi mercati. Le opportunità più immediate riguardano l’energia solare, i trasporti, la logistica, la trasformazione agricola e la formazione professionale».
Josephine Cacciaguerra, esperta di cooperazione internazionale, ha richiamato il principio della reciprocità: «Una cooperazione paritaria nasce da relazioni bidirezionali, fondate sul dare e sul ricevere. L’Africa non deve essere considerata un territorio dal quale prelevare risorse: le sue comunità possiedono competenze, produzioni e conoscenze dalle quali possiamo imparare». Cacciaguerra ha inoltre sottolineato la necessità di misurare con continuità la qualità e gli effetti degli investimenti sui territori.
Giuseppe Francesco Zangaro, responsabile dello sviluppo delle attività industriali di Capitalimprese, ha presentato un progetto di zona industriale ispirato all’economia circolare: «Le produzioni agricole, zootecniche e ittiche saranno integrate, trasformando scarti e rifiuti dei cicli produttivi in risorse. L’investimento stimato è compreso tra 40 e 50 milioni di dollari». Per Zangaro, le imprese calabresi possono offrire know-how, formazione e soluzioni energetiche capaci di ridurre la dipendenza del sistema produttivo maliano dai generatori diesel.
Alessandro Giorgi, Relationship Manager di SACE, ha spiegato gli strumenti disponibili: «SACE offre assicurazione del credito e garanzie sui finanziamenti per sostenere le imprese nei percorsi di esportazione e internazionalizzazione». Giorgi ha evidenziato la necessità di valutare attentamente i rischi geopolitici ed economici: «Un progetto deve essere sostenibile, avere una dimensione internazionale, contribuire alla crescita delle esportazioni italiane e produrre effetti positivi sull’occupazione».
Il Forum proseguirà ora sul piano operativo, con la redazione del protocollo e il consolidamento dei rapporti avviati tra il sistema produttivo della Sibaritide e gli operatori maliani.
Ufficio stampa del senatore Ernesto Rapani
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