Giornata vittime mafia. Le riflessioni dell’associazione Terra e Popolo

Corigliano Rossano – L’associazione Terra e Popolo, in questo anno molto complesso, ha sofferto l’impossibilità di potersi incontrare, ragion per cui sono venuti meno quei meccanismi che sono alla base delle attività associative.

Nonostante tutto non sono mancate le occasioni di confronto e la voglia di continuare ad adoperarsi su tematiche che sanciscono il fulcro della nostra associazione.

Come dimostrato, collaborando in maniera determinante alle attività svolte nello “Spazio della Solidarietà”, Terra e Popolo non ha perso l’entusiasmo!

L’Associazione TeP dalla sua fondazione è sempre stata presente e continuerà ad esserlo per questo territorio a cui tiene in maniera viscerale.

Con questa premessa inauguriamo il prosieguo delle attività, carichi e speranzosi che la situazione migliori e che tornino ad esserci le condizioni per svolgere le iniziative con il giusto e necessario grado di coinvolgimento sociale.

In occasione dell’imminente data commemorativa delle vittime della mafia, non possiamo fare venir meno il contributo ad un tema pilastro, nel quale i membri di Terra e Popolo si sono sempre riconosciuti: il contrasto alla criminalità organizzata.

La giornata in memoria delle vittime di mafia dovrebbe spingere a fare delle riflessioni.

La riflessione più ardua per ogni cittadino è la consapevolezza che la mafia esiste: una presa di coscienza collettiva che dovrebbe tramutarsi in azioni concrete di lotta ad un fenomeno socio politico che punta a svilire, ad annullare tramite la violenza le libertà individuali.

Lo scorso anno, in piena pandemia, organizzammo delle conversazioni on-line facilmente consultabili sui nostri canali social, con Gaetano Saffioti e Chiara Maiorano. Gaetano con le sue denunce rappresenta la Calabria combattente, che non china il capo al fenomeno mafioso portando all’arresto di decine di persone nella locride. Chiara ci ha raccontato come della morte del padre, assassinato sul luogo di lavoro per somiglianza ad un suo collega pregiudicato locale, in paese non se ne dovesse parlare. Anche le massime autorità locali erano propense a tacere: una storia di abbandono e solitudine che nessuno dovrebbe rivivere.

La giornata in memoria delle vittime delle mafie deve essere, oltre che una giornata di ricordo a chi lottando e denunciando ha donato la vita, un momento di riflessione, proposta e rilancio per provare insieme ad estirpare un cancro che da troppo tempo attanaglia questa terra.

Peppino Impastato lo gridava forte ed ha pagato con la vita: “La Mafia è una montagna di merda”.

Partendo da quel grido, quest’anno abbiamo deciso di dare voce a chi, sui beni confiscati alla ‘ndrangheta nella nostra regione, prova a costruire storie di attivismo sociale, cooperazione, libertà. E vogliamo che queste storie siano da pungolo nella nostra comunità affinché quelle terre, quegli stabili confiscati alle cosche locali, facilmente consultabili sul sito dell’ente comunale, possano finalmente andare a bando per creare spazi di libertà in quelli che erano simboli di oppressione per decine di nostri concittadini vessati da quel giogo fatto di pizzo ed estorsione.

“La Mafia è una montagna di Merda”. Sta a noi ora far crescere fiori (Comunicato stampa).

 

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