La Procura regionale della Corte dei conti ha riaperto il dossier sulle società partecipate della Regione Calabria. Nel mirino i cosiddetti “carrozzoni” pubblici, enti e aziende che da anni accumulano perdite e irregolarità.
Secondo i magistrati, il quadro generale resta «complesso»: molte liquidazioni si trascinano da anni e in diversi casi non è stata ancora definita la chiusura dei conti. Tra le situazioni più critiche figurano Sogas, Progetto Magna Graecia, Aeroporto Sant’Anna e Consorzio Ciles, con crediti regionali ancora da recuperare per milioni di euro.
Sotto osservazione anche le proroghe nei contratti del trasporto pubblico locale e i crediti non riscossi da Aterp, che aggravano l’esposizione finanziaria dell’amministrazione.
La Corte ha segnalato inoltre il mancato allineamento contabile e la scarsa vigilanza sugli enti, con casi di bilanci non certificati e operazioni non trasparenti. Tra i rilievi più pesanti figura la partecipazione regionale in Banca Popolare Etica, ritenuta priva della necessaria certificazione di “bancabilità”.
I giudici contabili parlano di «inefficienze strutturali» e richiamano la Regione a un controllo più rigoroso per evitare nuovo danno erariale e sprechi di risorse pubbliche.
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