La spesa sociale dei comuni calabresi è la più bassa d’Italia: il report 2022 del ministero accende un faro sulle disuguaglianze

di Antonio Caruso


Roma, 24 settembre 2025
– Un report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’ISTAT, relativo alla spesa dei comuni per i servizi sociali nel 2022, rivela un quadro preoccupante per la Calabria, che si conferma fanalino di coda a livello nazionale. Il documento, diffuso con un comunicato stampa che ne sintetizza i dati principali, evidenzia come la regione investa in servizi sociali solo 109 euro pro capite, un dato che la colloca all’ultimo posto in Italia. Questo valore è significativamente inferiore non solo alla media nazionale di 209 euro, ma anche a quello della regione che la precede, la Sicilia, che spende 118 euro per abitante.

Il divario con le regioni del nord è abissale: la provincia autonoma di Bolzano spende 462 euro a cittadino, seguita dalla provincia autonoma di Trento con 407 euro e dall’Emilia-Romagna con 299 euro. La differenza tra la prima e l’ultima regione è di ben 4,2 volte.

L’analisi dei dati calabresi mostra una spesa totale di 195 milioni di euro. Gran parte di questi fondi è destinata a interventi di assistenza economica e contrasto alla povertà (29%), un’area che assorbe circa 56 milioni di euro. Seguono i servizi per famiglie e minori (27%), con 52 milioni di euro , e quelli per i disabili (23%), con 45 milioni di euro.

A colpire in modo particolare è la spesa per gli anziani non autosufficienti, che in Calabria riceve solo il 10% del totale, corrispondente a circa 20 milioni di euro. Questo dato è nettamente inferiore alla media nazionale del 24% e mostra una grave carenza di investimenti in un settore cruciale per una popolazione che invecchia. Anche i servizi per le aree di inclusione sociale e i senza fissa dimora ricevono un finanziamento marginale, appena il 2% della spesa complessiva.

Il report evidenzia che la spesa media dei comuni, nel loro complesso, è in aumento, ma le disuguaglianze territoriali non accennano a diminuire. Il comunicato stampa del ministero vuole accendere un faro su queste disparità, sottolineando la necessità di un riequilibrio nella distribuzione delle risorse per garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza, un accesso equo ai servizi sociali essenziali.

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