CATANZARO – I lavoratori del settore digitale scendono in piazza per difendere il proprio futuro occupazionale. Martedì alle 11 è previsto un raduno davanti alla Cittadella regionale, con un appello rivolto alle istituzioni per evitare la perdita di decine di posti di lavoro.
«Aiutateci a togliere queste maschere. Siamo lavoratori, non siamo fantasmi», è il messaggio lanciato da chi opera nella digitalizzazione, un comparto che doveva rappresentare un punto di forza per l’innovazione in Calabria e che ora vive una fase di forte incertezza.
Secondo quanto denunciato, sono 74 i lavoratori con contratto in scadenza il prossimo 18 maggio. Senza un intervento rapido, molte famiglie rischiano di restare senza reddito. La situazione coinvolge anche altri addetti tra le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, con centinaia di persone già in difficoltà.
La mobilitazione non è indirizzata contro singoli soggetti, ma punta a richiamare l’attenzione del presidente della Regione e degli amministratori locali. L’obiettivo è ottenere risposte concrete e soluzioni immediate per garantire continuità lavorativa.
Il progetto iniziale prevedeva un investimento pubblico di circa 30 milioni di euro per creare un polo della digitalizzazione. Tuttavia, dopo poco più di un anno, emergono criticità segnalate dagli stessi lavoratori: disorganizzazione, sedi ritenute inadeguate e gestione delle risorse contestata.
Il timore è che un’iniziativa nata per generare sviluppo possa trasformarsi in un’occasione mancata, con ricadute dirette sul tessuto sociale e occupazionale del territorio.
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