Il dado è tratto. La sicumera (si fa per dire) dell’ amministrazione Stasi è direttamente proporzionale all’ irrilevanza del ruolo politico e di controllo delle opposizioni, a partire dal PD, che in questi anni non hanno saputo o voluto costruire una proposta alternativa di governo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, la terza città della Calabria nella seduta consiliare del 25 febbraio, nel luogo tra i più prestigiosi della città, ha celebrato un funerale, la morte della democrazia, il punto più basso della credibilità di una leadership.
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Se nel corpo sociale della città ancora permane un barlume di dignità bisogna reagire. Contro l’ approvazione del Non Statuto bisogna reagire come: Impugnando la deliberazione di approvazione dello Statuto stesso da un doppio versante quello culturale politico e quello della legittimità. Il primo appartiene alla disponibilità dei cittadini, il secondo interroga sul ruolo che hanno svolto gli esperti. Il segretario comunale nella veste di consulente giuridico, il comitato scientifico quale soggetto preposto alla formulazione delle norme statutarie.
Agli atti depositati non vi è alcuna relazione prodotta, né tanto meno sono stati messi all’ attenzione dei consiglieri i verbali sottoscritti dalla commissione e precipuamente il verbale che ha licenziato la proposta di Statuto. Mentre si denuncia il mancato obbligo di formulazione della proposta di Regolamento sul funzionamento del consiglio comunale.
Questo appello è rivolto alla cittadinanza a prescindere. Se ci saranno riscontri si discuterà di come proseguire.
Sandrino Fullone già amministratore della ex città di Rossano.






