Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha raggiunto nelle prime ore della mattinata il tratto del fiume Crati tra Thurio e Ministalla, nel territorio di Corigliano-Rossano, per verificare personalmente gli effetti della violenta ondata di maltempo che nella notte ha colpito l’intera provincia di Cosenza. Con lui il capo della Protezione civile regionale, Domenico Costarella, impegnato nel coordinamento delle operazioni dalla sala operativa allestita direttamente sugli argini.
Le piogge torrenziali della notte e della mattinata hanno provocato una situazione di grave criticità idrogeologica: torrenti fuori dagli argini, terreni agricoli allagati e smottamenti in diversi comuni dell’entroterra. Ma il sorvegliato speciale resta il Crati, il fiume più importante della Calabria, che in più punti ha superato i livelli di guardia.
A Ferramonti di Tarsia il fiume è esondato, invadendo campi coltivati, aziende agricole, abitazioni e un impianto di pannelli solari. Carabinieri, volontari della Protezione civile e cittadini si sono mobilitati per liberare le stalle dall’acqua e mettere in salvo gli animali rimasti intrappolati. Nelle aree rurali si contano danni ingenti, mentre prosegue il monitoraggio dei tratti più vulnerabili.
Dopo il sopralluogo sugli argini, Occhiuto si è spostato alla diga di Tarsia, dove è stata adottata una misura decisiva per alleggerire la pressione a valle: il dimezzamento del flusso dell’invaso, che ha consentito di trattenere circa 8 milioni di metri cubi d’acqua. Una scelta tecnica che ha ridotto la portata della piena diretta verso la Piana di Sibari, dove per tutta la mattinata si è temuta una nuova esondazione.
Proprio a Thurio, durante la visita sul sito più esposto, il presidente si è confrontato con i tecnici dell’Ufficio del Dissesto idrogeologico per fare il punto sui tempi degli interventi strutturali. È stato chiarito che sui corsi d’acqua le opere vengono programmate seguendo una logica che parte da monte e procede progressivamente verso valle e verso l’alveo. Per questo non sarebbe stato possibile intervenire direttamente sull’argine nel punto della curva dove oggi si registrano le maggiori criticità. Su quel tratto specifico è in fase di completamento la progettazione: l’obiettivo è bandire la gara a giugno attraverso un appalto integrato, nel rispetto dei tempi tecnici e delle procedure burocratiche previste.
Intanto le criticità non sono del tutto rientrate. In località Foggia si registrano fenomeni di permeazione dai torrenti collegati al Crati, con allagamenti nelle aree circostanti. Il rischio resta concreto, anche se la manovra alla diga potrebbe attenuare l’impatto dell’onda di piena nelle prossime ore.
Nel dibattito politico si inserisce anche l’assessore regionale Pasqualina Straface, che sui social ha richiamato la necessità di una pianificazione costante: gli interventi, ha sottolineato, devono essere programmati e strutturali, non limitati alla gestione dell’emergenza quando la pericolosità è già in atto.
Il quadro resta dunque in evoluzione. Il contenimento a monte rappresenta un primo argine alla forza dell’acqua, ma è ancora il Crati, gonfio e imprevedibile, a dettare i tempi dell’emergenza nel Cosentino.
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