Mercure, la Corte Costituzionale boccia la “legge Laghi”. Il consigliere: “Una sentenza che rafforza la tutela ambientale”

ROMA – SCHIAVONEA, 29 luglio 2025 – La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 14 della legge regionale calabrese n.36/2024, noto come “legge Laghi”, che imponeva una riduzione della potenza termica sotto i 10 MW per le centrali a biomasse situate in aree protette. La norma, ispirata dal Piano del Parco del Pollino, è stata così annullata, pur lasciando margini di applicazione futura con strumenti adeguati.

Al centro delle polemiche, anche se solo indirettamente toccata dalla sentenza, la centrale a biomasse del Mercure, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, da anni contestata per l’impatto ambientale e sanitario legato all’incenerimento di ingenti quantità di legname e al traffico pesante.

Il consigliere regionale Ferdinando Laghi, promotore della norma, ha commentato con fermezza: “La sentenza, per chi la legge davvero, riafferma principi fondamentali come la tutela delle aree protette e della salute, previsti dall’articolo 9 della Costituzione. Nessun posto di lavoro è a rischio, neppure in caso di chiusura della centrale. Le reazioni esultanti di alcuni colleghi rappresentano solo una ‘vittoria di Pirro’”.

Laghi ha inoltre evidenziato come la Corte abbia riconosciuto la competenza delle Regioni nell’individuare aree idonee e non per le energie rinnovabili, specificando però la necessità di cautela sulle biomasse, per il loro impatto climatico. “La legge è stata respinta nella forma, ma non nello spirito”, ha concluso il consigliere, annunciando nuove iniziative per uno sviluppo sostenibile e compatibile con le vocazioni ambientali della Calabria.

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