Una folla commossa, il rombo delle moto e un lungo applauso hanno accompagnato oggi a Molfetta l’ultimo saluto a Giannandrea La Forgia, il motociclista 41enne morto domenica durante una gara di enduro a Corigliano-Rossano, in Calabria.
La cerimonia funebre si è svolta nella parrocchia San Pio X, gremita da oltre mille persone arrivate da diverse regioni d’Italia. Presenti numerosi motociclisti e appassionati del mondo enduro, oltre ai rappresentanti dei motoclub pugliesi e calabresi. Da Corigliano-Rossano hanno raggiunto la città pugliese anche Vincenzo Torcasio, coordinatore ACSI Motorsport Calabria, insieme al direttivo del Motoclub Il Castello, che aveva organizzato la competizione sportiva durante la quale si è consumata la tragedia.
All’esterno della chiesa centinaia di moto hanno fatto da cornice al funerale. Al termine della celebrazione, in un momento di forte commozione, è stata accesa per prima proprio la moto di Giannandrea (nella foto), seguita dal rombo simultaneo degli altri motociclisti presenti, quasi un ultimo saluto al centauro pugliese.
Durante l’omelia, il parroco don Vincenzo Di Palo ha ricordato Giannandrea La Forgia come “un uomo buono e bravo”, profondamente amante delle persone, degli animali e della natura. Un uomo che aveva scelto di vivere “all’insegna della libertà, nel rispetto di tutti e di tutto”.
La morte di Giannandrea ha colpito profondamente il mondo motociclistico anche per la storia personale dell’uomo, già segnato in passato da una tragedia. Circa sei anni fa era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale mentre viaggiava in moto insieme alla fidanzata. Dopo essere stati tamponati da un’auto, lui era finito in ospedale in gravi condizioni, mentre la giovane aveva perso la vita.
Domenica scorsa, il destino si è nuovamente incrociato con la sua grande passione per le moto. Giannandrea La Forgia stava partecipando alla gara organizzata nell’ambito della seconda prova Enduro ACSI Calabria e della quarta prova Enduro Sprint sui percorsi dell’area del parco comunale “Fabiana Luzzi” di Corigliano-Rossano.
Secondo le prime ricostruzioni, il 41enne avrebbe accusato un malore improvviso mentre si trovava in una zona particolarmente impervia del tracciato. Immediati i soccorsi da parte degli organizzatori e del personale sanitario, con l’intervento anche dell’elisoccorso. Nonostante i tentativi di rianimazione, però, per lui non c’è stato nulla da fare.
La tragedia aveva immediatamente gettato nello sconforto partecipanti, staff e appassionati presenti alla manifestazione sportiva, trasformando una giornata dedicata alla passione per l’enduro in un momento di dolore collettivo.
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