La Corte di Cassazione ha espresso il suo giudizio definitivo su una parte significativa del maxi-processo Stige, l’imponente inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Catanzaro contro il potente clan Farao-Marincola di Cirò Marina. L’organizzazione, considerata tra le più influenti della ‘ndrangheta calabrese e attiva in estorsioni e traffico di droga con ramificazioni nel Nord Italia, fu colpita dal blitz del 2018 che portò a 169 arresti e sequestri per oltre 50 milioni di euro.
Verdetto: Assoluzione del boss annullata, ex sindaci confermati assolti
La sentenza della Suprema Corte ha riservato colpi di scena e conferme, riassumendosi in un quadro di 3 ricorsi inammissibili, 16 ricorsi respinti (con condanne definitive), 7 annullamenti con rinvio e 18 assoluzioni confermate.
Il punto più rilevante è l’annullamento, con rinvio alla Corte d’appello di Catanzaro, dell’assoluzione precedentemente ottenuta dal boss Silvio Farao, figura di spicco del clan e condannato in primo grado a 30 anni.
La Cassazione ha invece respinto i ricorsi della procura generale che miravano a ribaltare le assoluzioni di due figure politiche di spicco: Nicodemo Parrilla, già sindaco di Cirò Marina ed ex presidente della Provincia di Crotone, e Michele Laurenzano, ex sindaco di Strongoli. Per loro, l’assoluzione è ora definitiva.
È diventata definitiva, al contrario, la condanna a 13 anni per Giuseppe Berardi, ex assessore ai lavori pubblici di Cirò Marina.
Condanne definitive e rinvii a nuovo processo d’appello
La sentenza ha reso definitive numerose condanne inflitte in appello. Tra i ricorsi respinti figurano pene pesanti, come i 14 anni e 5 mesi per Vincenzo Barbieri, i 13 anni per Giuseppe Farao e i 14 anni e 6 mesi per Salvatore Papaianni.
Sei posizioni tornano invece alla Corte d’Appello di Catanzaro per un nuovo giudizio, oltre a quella di Silvio Farao. Tra gli imputati per i quali è stato disposto un annullamento con rinvio ci sono:
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Giuseppe Gallo (sentenza annullata in toto).
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Vincenzo Farao.
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Luigino Comberiati (per alcuni capi d’imputazione).
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Pasquale Spadafora, Assunta Cerminara e Filomena Grillo (con annullamenti limitati a specifiche questioni, come la recidiva o la confisca).
Infine, sono state confermate in via definitiva le assoluzioni per altri diciotto imputati, tra cui Natale Aiello, Cataldo Malena, Enrico Miglio e Valentino Zito.
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