Nuove verifiche nel carcere di Rossano, trovati segnali sospetti nelle celle

Una vasta iniziativa coordinata dall’unità investigativa antimafia ha interessato dodici istituti italiani, tra cui il carcere di Rossano. L’obiettivo è limitare comunicazioni non autorizzate tra persone detenute e contatti esterni attraverso telefoni introdotti in modo illecito. La rete di controlli ha coinvolto polizia penitenziaria, Polizia di Stato e Carabinieri.

Gli accertamenti hanno analizzato tracciati e movimenti di oltre cento dispositivi rinvenuti nei mesi scorsi in diverse celle. Sono emerse conversazioni che confermano l’uso di strumenti nascosti in pacchi recapitati ai reclusi. A Ciminata Greco è stata effettuata una perquisizione dopo precedenti episodi legati a telefoni trasportati con droni o contenuti in involucri di cibo.

L’ultimo intervento non ha portato a sequestri, ma ha confermato l’esigenza di mantenere alta l’attenzione per evitare l’ingresso di oggetti che potrebbero favorire attività irregolari. Le autorità considerano la prevenzione un passaggio indispensabile per tutelare l’ordine interno.

 

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