COSENZA – Inizierà il 7 aprile 2027, davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro, il processo di secondo grado per Rosa Vespa, condannata in primo grado a 5 anni e 4 mesi per sequestro di persona. La vicenda riguarda il rapimento della neonata Sofia, avvenuto il 21 gennaio 2025 nella clinica Sacro Cuore di Cosenza.
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Nel procedimento sono costituiti parte civile i genitori della bambina, Valeria Chiappetta e Federico Cavoto.
Durante il primo processo, l’accusa ha sostenuto che Rosa Vespa fosse pienamente capace di intendere e di volere e che avesse organizzato il rapimento consapevolmente. Secondo questa ricostruzione, la donna avrebbe agito per sostenere la falsa gravidanza raccontata al marito.
La difesa ha invece contestato la presenza di un piano premeditato e chiesto l’assoluzione per totale incapacità di intendere e di volere. In alternativa, aveva domandato il riconoscimento di un vizio parziale di mente e una diversa qualificazione del reato, da sequestro di persona a sottrazione di minore.
Secondo le indagini, il 21 gennaio 2025 Vespa entrò nella clinica fingendosi un’operatrice sanitaria. Prese la neonata con il pretesto di effettuare alcuni controlli e si allontanò dalla struttura.
La polizia ritrovò Sofia circa tre ore dopo in un’abitazione di Castrolibero, dove era in corso una festa per l’arrivo del presunto figlio della coppia. La bambina fu riconsegnata ai genitori in buone condizioni di salute.






