Caporalato a Corigliano Rossano, assolto imprenditore siciliano

In totale accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti il Tribunale di Castrovillari ha assolto D.F.V., imprenditore catanese, nella sua qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della società con sede legale a Adrano (CT), esercente attività di agricoltura – commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi.

L’uomo era imputato del reato di cui all’art. 22, comma 12 del d.lgs n. 286 del 1998, perché, nella qualità di presidente del Cda e di datore di lavoro, in ragione del contratto di erogazione servizi in agricoltura stipulato con il titolare della di una società a responsabilità limitata, occupava, presso i terreni siti in contrada Iti del comune di Corigliano-Rossano, nella disponibilità della srl, un lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno.

Il procedimento traeva origine dall’accesso ispettivo presso i terreni posseduti dal una srl in comodato, debitamente programmato dal Capo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza nell’ambito dei servizi di vigilanza in materia di sommerso e di contrasto a fenomeni distorsivi nel mondo del lavoro agricolo, effettuato dagli ispettori, Ufficiali di Polizia Giudiziaria. Da tale accertamento emergeva che la concessionaria Srl aveva utilizzato quattro braccianti stranieri extracomunitari di nazionalità marocchina senza contratto, e che aveva intrattenuto con la Società dell’imputato un contratto di erogazione servizi in agricoltura mediante cui la cooperativa, tramite proprio personale, avrebbe dovuto effettuare le attività di raccolta degli agrumi presso i terreni in questione.

Gli Ispettori, in occasione dell’accesso, provvedevano a sospendere l’attività d’impresa e a contestare l’impiego di manodopera sommersa all’Amministratore della società, a cui si contestava l’occupazione di un clandestino di nazionalità marocchina, trovato al lavoro insieme agli altri tre braccianti connazionali. Il cittadino marocchino, privo di qualsivoglia permesso di soggiorno, veniva condotto presso il Gruppo Carabinieri di Corigliano Calabro per il fotosegnalamento e gli adempimenti di rito con invito a comparire presso la Questura, Ufficio immigrazione di Cosenza, dove poi effettivamente si recava in ottemperanza alle disposizioni ricevute.

Da qui il processo celebrato a carico dell’imprenditore catanese, nel corso del quale veniva escusso il funzionario in servizio presso l’Ispettorato del Lavoro di Cosenza e veniva acquisita la documentazione presentata dal Pubblico Ministero. Venivano, poi, escussi un altro teste dell’accusa ed un teste della difesa. Dichiarata chiusa l’istruttoria dibattimentale, il P.M. avanzava richiesta di condanna per l’imputato alla pena di mesi 6 di reclusione ed euro 5mila di multa. Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’Avv. Francesco Nicoletti, ha assolto l’imputato (Comunicato stampa).

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